Venezia 2022, Canova: "Cinema italiano investa su animazione"

(Adnkronos) - Gianni Canova, Rettore dell’Università IULM di Milano e critico cinematografico ha preso parte della kermesse Voci e Storie a Venezia, organizzata dal quotidiano La Ragione – leAli alla libertà in occasione della 79. Mostra del Cinema. Intervistato dal Direttore de La Ragione, Fulvio Giuliani, Canova commenta: "se il cinema e più in generale le persone vogliono tornare a capire il mondo che li circonda, devono guardare i bambini e chi sa parlar loro. Non riesco proprio a capire perché il cinema italiano non investa sull’animazione. Noi abbiamo una scuola fantastica, possiamo vantare un maestro come Bruno Bozzetto, che per inciso non ha ricevuto neanche il Leone d’Oro alla carriera. Eppure il papà della Pixar, John Lasseter, disse di aver imparato tutto da lui... Qui a Venezia ci sono alcuni corti di Massi, cose raffinatissime in bianco e nero, ma io vorrei un film d’animazione in concorso. Non è mai successo".

"Qui in Italia non c’è un’industria d’animazione degna di questo nome – continua Canova – eppure l’unico film in Italia boom d’incassi in agosto è stato “Minions 2”. In effetti, c’è della genialità in questi ‘tuberi’, nelle loro gag che riportano ai classici del cinema muto, a Stanlio e Ollio. Sono operazioni interessantissime e da incassi record che ci obbligano a guardarle con grande attenzione anche se si rivolgono ai bambini e non a noi adulti e alla nostra stanca razionalità un po’ paracula. Prendiamo sul serio chi s’incarica di far sognare i bambini. Ma cosa c’è di più bello?!". Arriva, così, un monito: "Dobbiamo imparare a raccontare il cinema, a leggerlo, a farlo amare nella sua profondità, nei suoi livelli e stratificazioni. Abbiamo scuola, tradizione, fantasia ma non abbiamo voglia di investire in un settore e il motivo è semplice: per certa cultura, per un certo tipo di intellighenzia, rivolgersi ai bambini o comunque al pubblico giovane significa fare qualcosa di serie B» «Se non usciremo da queste concezioni sempre uguali, che dividono il mondo, la cultura, le persone e ovviamente anche il cinema in vari livelli incomunicabili fra di loro, non terremo il passo del resto del mondo".

Gianni Canova invita a riflettere su quanto sia pericoloso un universo fatto di persone che rifiutino il valore dell’empatia, dell’emozione in quanto tale e anche della commozione. I ragionamenti scivolano con naturalezza sul cinema di Christopher Nolan, autore della “Trilogia del cavaliere oscuro”, di “Inception” e di “Interstellar”, il film che indaga in modo crudo ma tenerissimo il rapporto padre-figlia: "Verissimo" commenta. "Nolan è uno dei grandi geni del cinema contemporaneo ed è uno di quelli che prosegue sulla linea di Hitchcock o Kubrick. Ha capacità di coniugare il grande spettacolo con la riflessione spirituale. Ma se il cinema è stato il cinema è perché c’è stato qualcuno che è riuscito a chiudere la cerniera della doppia anima, della contraddizione di essere al tempo stesso un’industria e un’arte. Come fai a mettere d’accordo l’estetica e l’economia? Solo alcuni grandi geni, di cui Nolan fa parte, sono riusciti a coniugare l’idea dello spettacolo con il grande cinema d’intensità filosofica, morale e spirituale".