Venezia, Brugnaro: "Un miliardo di danni, Mose serve subito e non basta"

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Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, dovrà gestire l'emergenza. "Sì, Zaia l’ha chiesto espressamente. È la prima volta che l’incarico di commissario governativo viene assegnato a un sindaco" risponde il primo cittadino in una intervista al Messaggero. Un miliardo di euro è la stima dei danni ma, "quando tutto si asciugherà - prosegue Brugnaro - si potranno capire con precisione i danni arrecati dall’acqua salsa alle abitazioni, alle imprese, ai negozi, al patrimonio culturale e artistico". 

Dal Governo "ci sarà un primo stanziamento di 20 milioni di euro per gestire l’emergenza e far ripartire la funzionalità della città - si legge nell'intervista - Le cabine elettriche, i pontili, i pontoni. E se non dovessero bastare, sia il premier Giuseppe Conte che il ministro Paola De Micheli e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli mi hanno promesso ulteriori stanziamenti". Niente passerelle, anzi, i politici "vanno ringraziati per essere venuti di persona a rendersi conto dei danni provocati dalla marea e dal vento - dice il sindaco - E in primis io ringrazio il presidente della Repubblica".  

"Sergio Mattarella mi ha chiamato poche ore dopo il disastro - continua Brugnaro - mi ha detto: 'Sono a sua disposizione'. E’ un messaggio importantissimo, vuol dire che lo Stato c’è e sa dell’importanza di Venezia. Così come è stata importante la visita di Berlusconi, con lui potremo presentare progetti internazionali per il consolidamento della città. Le relazioni internazionali mica si inventano, Berlusconi parla con Putin. E Venezia, che è di nuovo sotto gli occhi del mondo, deve dimostrare di riuscire a risollevarsi. Per noi è stato un onore e un orgoglio avere il sopralluogo del premier Conte, dei ministri, dei parlamentari". 

Per chi ha avuto danni ci saranno due procedure da seguire. "Una più snella, una autocertificazione asseverata per contributi fino a 5mila euro per le famiglie e fino a 20mila per le imprese. E una per danni più ingenti con copertura fino al 70%" spiega il sindaco di Venezia. "Il Mose sarebbe servito", dice ancora, ma da solo non basta. "È tutto il 'sistema' che deve essere completato - spiega - Le pompe idrauliche, l’impianto antincendio, lo scavo dei canali a partire dal Vittorio Emanuele che può diventare una seconda via di fuga a Malamocco. Perché la gestione del Mose riguarderà anche il porto e pure Porto Marghera. E va rifinanziata la Legge speciale, si deve poter finanziare l’acquisto di beni strumentali per chi lavora in centro storico".