Venezia col fiato sospeso. Atteso un nuovo picco di marea

Annalisa Cretella

Venezia trattiene il fiato. Dopo una decina di giorni di alta marea con il disastroso picco di 187 centimetri raggiunto martedì notte, si teme un'altra "apocalisse". Così la definiscono molti veneziani alle prese con la conta dei danni. Da parte sua, il sindaco Luigi Brugnaro, da oggi Commissario delegato per l'emergenza, non nasconde le difficoltà di questa città unica, magica, ma anche molto difficile, in balia di acqua e vento.

"Sarà una giornata dura anche domani" per Venezia, ha ammesso, con le previsione del centro Maree che indicano acqua alta fino a 160 centimetri. Da dire però che "i venti sono in diminuzione" e la situazione è ancora molto incerta. I veneziani incrociano le dita, "fino a 160 cm di acqua ce la possiamo fare, oltre no".

E Brugnaro li rassicura: "abbiamo tutte le forze disponibili sul campo. Sono picchi alti, importanti, ma difficile che facciano più danni rispetto a quelli" che ci sono stati dopo martedì notte. Intanto il bollettino del Centro Maree appena aggiornato prevede acqua alta stanotte alle 3 fino a 130 centimetri, che è già tanto. E un livello massimo alle 12:30 di domattina di 160 centimetri: in questi casi si parla di "alta marea eccezionale" con una viabilità pedonale allagata al 77%. 

Per adesso la 'buona notizia' è la firma dell'ordinanza dal Capo della protezione civile Angelo Borrelli, con la quale sono stati sospesi i mutui per un anno ed è stato nominato un Commissario, Brugnaro per l'appunto, con ampi poteri. Tra questi anche quello di redigere un piano di interventi e fare una ricognizione complessiva dei fabbisogni per il ristoro dei danni, che secondo una prima stima ritiene siano "superiori al miliardo". A tutti coloro che sono stati danneggiati chiede di "fare presto" e inviare entro "tre settimane" la documentazione che possa provare con foto e ricevute, i danni subiti.

Come previsto, l'ordinanza prevede un primo rimborso di 5 mila euro per i privati e di 20 mila per le aziende, secondo lo schema indicato dal premier Conte. E Borrelli precisa che "In questa fase sono stati stanziati 20 milioni di euro dal Cdm per l'adozione dei primi provvedimenti urgenti che riguardano le voci di soccorso e assistenza alla popolazione, il ripristino della funzionalità dei servizi che sono stati danneggiati a causa della marea". La presenza del Governo e anche la sua azione "assolutamente tempestiva" è stata apprezzata dal sindaco e dal Capo della protezione civile.

Dopo la visita del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e di altri rappresentanti delle istituzioni, è stata la volta del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, entrambe molto legate alla città, la prima in quanto veneta e la seconda per gli anni passati alla guida della Prefettura di Venezia. Hanno fatto un sopralluogo insieme anche al presidente della Regione Luca Zaia, camminando nell'acqua alta di San Marco.

Non esita Casellati a dire che "Occorre rifinanziare la legge speciale per Venezia", trovando subito la sponda del ministro Lamorgese. Venezia è "un patrimonio dell'umanita', abbiamo il dovere di preservarlo. Ma fino a oggi è stato in pericolo costante. Adesso - sottolinea il presidente - bisogna mettere in atto tutte quelle misure che possono servire perché non succeda più quello che è accaduto. Siamo in una grave emergenza". Prima di tutto va finito il Mose, che ormai è completo al 93 per cento. E poi come auspica Lamorgese "serve una visione", che vada oltre l'emergenza, per mettere al sicuro Venezia "una città che è di tutto il mondo".