Venezia, Dalle Rose: nessuno ha mostrato solidarietà per città -2-

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Roma, 15 nov. (askanews) - Insomma - spiega ancora Donà Dalle Rose - 'tutto questo patrimonio dell'umanità, Venezia, di cui sovente si dimentica l'umanità che vi dimora, è tenuto in piedi da chi ogni giorno la vive, la preserva, la fa respirare, arieggiare, gli porta quella linfa vitale che la rende viva e la fa sopravvivere al tentativo di trasformarla in un parco dei divertimenti da quattro soldi. L'umanità di cui parlo, non è quella che calpesta Venezia, quella che si fa i selfie, quella che sfreccia a 3000 giri sulla laguna, ma quella che la nutre come si nutre un pavimento alla veneziana e la forcola delle barche a remi con l'olio di lino, le travi e i barbacani con strati e strati di pregnante, i muri con il coccio pesto, come si nutre un bambino fermo nel suo seggiolone. Questa umanità per il mondo intero non conta nulla'.

'Siamo solo dei fantasmi, dimenticati e a tratti totalmente ignorati proprio nelle decisioni che più ci dovrebbero coinvolgere, la gestione della propria città. Ma cosa è rimasto di quella bellissima Repubblica, di quel modello di amministrazione sapiente dello stato di quella città della luce apostrofata, secoli dopo, come la New York del '500? Tutto il nostro impegno, come formiche in un formicaio, è oggi ridotto ai minimi termini, come una sorta di atto secondo di una commedia goldoniana che si gioca ormai da troppo tempo. C'è chi parla di 53 anni di atti preparatori al "mose". Il povero Mosè, storpiato sul nascere senza l'accento sulla "e", oggi si rivolterebbe sulla sua tomba, ovunque essa sia, per l'uso ed il mal uso che si è fatto della sua più nota epopea dell'apertura delle acque del Mar Rosso', spiega. (Segue)