Venezia, "danni irreparabili a basilica San Marco"

webinfo@adnkronos.com

"La basilica di San Marco sta soffrendo di danni strutturali perché l'acqua che la invade è salata e quindi fa dei danni irreparabili soprattutto quando si asciuga nella parte bassa dei mosaici e pavimenti". Lo ha detto il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia parlando dei danni provocati dalla marea eccezionale a Venezia. "E' la sede della chiesa veneziana, un monumento mondiale quindi bisogna veramente intervenire - ha auspicato- noi possiamo fare la manutenzione ordinaria ma non possiamo fare quella straordinaria e strutturale. Su questo auspico quindi ci sia l'attenzione del governo, dei ministri. Siamo molto contenti quando vediamo ministri che inaugurano mostre o la Biennale ma Venezia è tante altre cose".  

"Oltre l'80% di Venezia è sott'acqua", ha sottolineato monsignor Moraglia, lanciando un sos per la sua città e invitando le parrocchie ad attivarsi e ad offrire accoglienza. "Tanta amarezza. Ma il primo pensiero è per i veneziani, con tanta vicinanza: oltre l'80% della città è andata sotto acqua e ci sono disastri notevoli", osserva.  

"Venezia non è solo una città bella, è una città unica e deve passare questo messaggio: un intervento di soccorso a Venezia richiede tempi, risorse, procedure che le altre città non conoscono quindi abbiamo a che fare con una città bella, magnifica, fragile che deve essere capita", ha detto ancora il Patriarca ricordando che la Caritas Diocesana ha "messo a disposizione dei posti letto per chi ne avesse bisogno" e auspicando che "questa sia l'occasione perché assieme e in modo condiviso si ripensi la città". "Si tratta di difficoltà su cui ci incontriamo e scontriamo ormai da anni - ha detto - un sistema di difesa che non entra mai in atto, il passaggio delle grandi navi e altro. Forse si toccano tanti interessi e forse questo può dispiacere a qualcuno, e mi spiace di non essere simpatico nel dirlo, ma lo dico da veneziano e persona che ama questa città".  

"Ho già parlato con il sindaco Brugnaro, con il prefetto Zappalorto, con il governatore Zaia. Il sentimento dell'amarezza, tanta amarezza, è anche legato a questo fatto: il silenzio delle autorità centrali. Ogni anno Venezia è provata. Solo il 29 ottobre dell'anno scorso abbiamo avuto un fenomeno non di questa entità ma certamente analogo e che ha allarmato e su cui ci eravamo soffermati molto con delle richieste rivolte alle autorità. Noi le accogliamo sempre volentieri quando vengono ad inaugurare la Biennale, le mostre e tante altre belle manifestazioni e feste veneziane. Ma li vorremmo anche presenti intorno ad un tavolo su cui si possa discutere insieme sulla nostra sicurezza, perché di sicurezza della città qui si parla ormai". Il Patriarca a questo punto chiede: "Sarebbe opportuno sapere, finalmente, che ne sarà del Mose e che cosa possiamo attenderci noi veneziani dopo tante promesse e tante attese. Questo è il sentimento insieme a quello di poter visitare presto i luoghi e le persone più provate da questa acqua alta, annunciata, che assume di ora in ora proporzioni sempre più grandi''.