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Venezia, torna la paura

Dopo un solo giorno di tregua, Venezia è di nuovo in ginocchio. La marea è cresciuta velocemente, più del previsto. I forti venti hanno peggiorato una situazione già drammatica. Allagato il 70% del centro storico. I mezzi di trasporto pubblici sono stati sospesi e le scuole chiuse per il terzo giorno. (REUTERS/Flavio Lo Scalzo)

Venezia di nuovo sott'acqua: le foto del disastro

Un’altra drammatica giornata per Venezia. La sirena è suonata quattro volte nella mattinata del 15 novembre: è il segnale di massimo allarme. La marea ha superato i 154 centimetri, alto il valore anche a Burano dove si sono toccati i 149 centimetri e a Chioggia i 146. 

L'area centrale della città veneta è semideserta, allagata per il 70%. A causa dell'acqua alta, sono stati chiusi Palazzo Ducale, la Basilica e Piazza San Marco.

"Chiudiamo la piazza per non mettere a rischio l'incolumità delle persone. Siamo ancora in uno stato di emergenza, apriremo un fondo per le donazione. Ringrazio tutte le persone che si stanno dando da fare”, ha detto il sindaco Luigi Brugnaro.

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    Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi

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  • Blitz Interpol a Santo Domingo, catturati e riportati in Italia 8 latitanti
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    Blitz Interpol a Santo Domingo, catturati e riportati in Italia 8 latitanti

    Dopo mesi di indagini e attività congiunta di Interpol Italia e Interpol Santo Domingo sono atterrati all’alba a Fiumicino con un volo dedicato otto latitanti, sette uomini e una donna, con alle spalle diverse storie criminali, ma uniti dall’essere scappati ai Caraibi pensando di farla franca. Per loro le imputazioni vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, alle truffe agli anziani, al traffico internazionale di droga, alla bancarotta fraudolenta, con pene che oscillano dai circa quattro agli oltre 13 anni di reclusione. Gli otto latitanti hanno firmato i verbali d’arresto e sono già diretti verso i vari istituti carcerari dove sconteranno le loro pene. Tra loro anche Oliviero Zilio, 67 anni padovano, noto imprenditore edile del Nord est, condannato ad oltre 4 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e reati finanziari (provvedimento del Tribunale di Catanzaro, in carico alla Squadra mobile di Padova). Ex vice presidente del Padova Calcio, è noto alle cronache per aver distolto dalle sue società immobiliari 2 milioni e 400.000 euro; in Italia con le sue società di costruzione ha edificato un polo turistico a Davoli, in provincia di Catanzaro, mentre nella Repubblica Dominicana ha costruito un resort a circa 60 km da Santo Domingo, dove viveva e dove è stato fermato.  Ha invece dei 'brillanti' precorsi criminali e la pena più lunga da scontare Teresa Amante, 57 anni di origini siciliane, condannata in sette procedimenti in diversi posti d’Italia (Genova, Roma, Palermo, Rapallo, Albenga) per reati di truffa aggravata, estorsione e furto per oltre 13 anni di reclusione: provvedimento in carico alla Squadra mobile di Genova. Camaleontica e spregiudicata, esperta nel furto di gioielli e soprattutto nel raggirare anziane vittime, donne per lo più ultra 80enni, in qualche caso con deficit fisici o cognitivi, che derubava dei risparmi di un’intera vita. E’ stata rintracciata da personale dello Scip e dall’Interpol dominicano in un residence riservato, a 150 km dalla capitale Santo Domingo, dove conduceva una vita in vacanza. Era in possesso di documenti intestati ad un’altra italiana, altro espediente utile a rimanere nascosta.  Tra i latitanti catturati anche Salvatore Vittorio, 55 anni napoletano. Colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli, in carico al Reparto Anticrimine del Ros dell’Arma dei Carabinieri di Napoli, per reati gravissimi come l’associazione a delinquere di tipo mafioso e il riciclaggio, secondo gli investigatori Salvatore Vittorio è legato al clan camorristico 'Contini' ed era ricercato a livello internazionale. Il clan, spiegano gli investigatori, "ha trasferito nel territorio della Repubblica Dominicana ingenti somme di denaro, di chiara provenienza illecita, che Salvatore Vittorio e suo fratello Raffaele, avevano il compito di riciclare in attività imprenditoriali locali". Il latitante è stato fermato a Santiago de Los Caballeros (a circa 150 km dalla capitale) mentre usciva dalla propria abitazione per portare i figli a scuola.  C'è poi Luca Finocchiaro, 43enne di Latina, ricercato per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma, in carico alla Guardia di Finanza di Fiumicino. Finocchiaro è considerato a capo di un’organizzazione criminale dedita all’importazione in Italia di ingenti quantitativi di cocaina, grazie alla rete di relazioni con personale in servizio presso l’aeroporto di partenza dominicano e la disponibilità di corrieri italiani. Nei suoi confronti vi era una red notice nelle banche dati Interpol che lo segnalava come ricercato a livello internazionale per reati connessi al traffico di stupefacenti. Nella Repubblica Dominicana gestiva il ristorante La pesca de Oro a Santo Domingo ed era fidanzato con un donna del posto.  Sempre nello stesso settore criminale si muoveva Luigi Capretto, 50 anni napoletano, arrestato su mandato di cattura in ambito nazionale e condannato dalla Procura di Arezzo ad oltre 8 anni di reclusione, anche lui per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti, con provvedimenti in carico ai Carabinieri di San Giovanni Valdarno. Viveva a Santo Domingo, perfettamente integrato nella realtà locale. In manette è finito anche Salvatore Galluccio, 52 anni partenopeo, ricercato in ambito nazionale, che deve scontare oltre 6 anni di reclusione per i reati di contraffazione, ricettazione, traffico di stupefacenti, condannato dal Tribunale di Napoli, con provvedimento in carico al Commissariato di Polizia Carlo Arena della Questura di Napoli.  Il settimo latitante arrestato è Sergio Cerioni, 64 anni marchigiano, ricercato solo in ambito nazionale, che deve scontare circa 4 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti con provvedimento emesso dalla Corte d’appello di Ancona. E’ stato rintracciato a Santo Domingo, dove si era sposato con una donna dominicana e gestiva un ristorante.  Infine c'è Alessandro Levi, 63 anni originario di Brescia, condannato dal Tribunale di Brescia, con provvedimento in carico alla locale Squadra mobile, per il reato di bancarotta fraudolenta, deve scontare 6 anni di reclusione. Levi, anche lui riportato in manette in Italia, viveva ormai da tempo nella Repubblica Dominicana, perfettamente integrato nella realtà locale, possedeva una jeep e una moto e, in base alle informazioni acquisite, era in procinto di aprire una rivendita di liquori. L’operazione denominata Open World, che doveva concludersi già a marzo ma è stata congelata per lo scoppio della pandemia, è il risultato di mesi di attività svolte sia in Italia sia all’estero dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip), basate sull’analisi di migliaia di informazioni desunte dalle ordinanze di custodia cautelare, dalle sentenze di condanna, dai fascicoli delle diverse forze di polizia, che sono servite a ricostruire la vita e la rete di relazioni dei latitanti, utili per la loro ricerca anche sulle fonti aperte e sui social network.  L’operazione di scorta a bordo dell’aereo è anche il primo banco di prova dell’abbinamento delle esigenze operative con le cautele sanitarie. a scorta ha attuato un protocollo di autotutela e di garanzia per l’attraversamento delle frontiere. Il Governo dominicano ha autorizzato l’ingresso con deroga al coprifuoco.

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    Borracce, lo studio: rilasciano metalli nell’acqua

    Le borracce in acciaio e alluminio rilascerebbero nell’acqua quantità di metalli, ftalati e bisfenolo A ai limiti di legge. E’ quanto emerge da una ricerca del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma, commissionata da Fondazione Acqua. Lo studio della Sapienza, primo nel suo genere perché incentrato sul rilascio chimico-fisico di elementi dalle borracce, mentre sino ad ora erano stati valutati solo gli aspetti batteriologici, è stato condotto su 20 tipologie di borracce differenti, acquisite tramite i principali rivenditori e sul mercato elettronico, e ha permesso di ottenere più di 24.000 risultati analitici, che hanno consentito di valutare (mediante simulazione d’uso con un’acqua test demineralizzata) le possibili cessioni di 40 elementi inorganici (metalli, semimetalli e non metalli) e di 7 composti organici (6 ftalati e Bisfenolo A). I risultati ottenuti hanno mostrato assenza di cessione di composti organici dalle borracce in plastica e, al contrario, fenomeni di cessione di elementi inorganici da tutte le borracce testate. Si parla di fenomeni molto variabili tra le diverse tipologie di borracce e spesso caratterizzati da cessioni multielemento anche di alluminio, cromo, piombo, nichel, manganese, rame, cobalto, ecc.  Va chiarito che la quantità di metalli, semimetalli, non metalli, ftalati e bisfenolo A rilevati non superano i parametri imposti per legge. Tali cessioni, però, si sommano ai metalli spesso presenti nell’acqua potabile di rubinetto con il rischio, per chi usa abitualmente le borracce, di oltrepassare facilmente le soglie considerate sicure per la salute. Secondo quanto rilevato dal Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma, inoltre “la variabilità riscontrata nella cessione di elementi chimici è con tutta probabilità da attribuire sia alla qualità del materiale di fabbricazione che alle modalità di lavorazione. La presenza di metalli estranei quali Cromo, Bismuto, Manganese, Bario, Rame, Zinco, ecc. nelle cessioni di borracce in Alluminio fanno supporre che il materiale di fabbricazione possa derivare anche da processi di recupero/riciclo, elementi critici se condotti senza le dovute attenzioni necessarie per garantire la conformità a quanto previsto dalla normativa vigente sui materiali destinati al contatto con alimenti (cosiddetti MOCA)”. “Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad una campagna di demonizzazione della plastica con particolare riferimento alle bottiglie, a favore delle borracce -commenta il Presidente della Fondazione Acqua, Ettore Fortuna. Non solo andrebbe spiegato ai consumatori che le bottiglie in pet sono riciclabili al 100% ritornando ad essere nuove bottiglie dopo il loro recupero e riciclo, ma soprattutto se si parla della salute delle persone è fondamentale dare loro le corrette informazioni per poter scegliere consapevolmente”. Un altro aspetto emerso dallo studio è la non piena conformità delle borracce analizzate ai Regolamenti CE e alle norme nazionali sui MOCA. Infatti, visto che l’acqua destinata al consumo umano è un alimento a tutti gli effetti (Reg. CE 178/2002 - art.2), anche i materiali e gli oggetti destinati al contatto con l’acqua, come appunto le borracce (i cosiddetti MOCA) devono rispettare specifici criteri, nell’ottica del mantenimento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali dell’alimento stesso e di sicurezza igienico-sanitaria del consumatore. Tra le borracce esaminate, solo alcune presentavano il simbolo previsto o le indicazioni di impiego ed elementi utili per la loro identificazione ai fini della necessaria rintracciabilità, un fatto che dovrebbe renderle inadatte alla vendita sul mercato.

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    Travaglio: "Folla centrodestra a Roma era da evitare, si rischia focolaio"

    E’ stata "la festa della disunità nazionale. Mi rendo conto che è difficile contenere e far rispettare le distanze quando si organizza una manifestazione di piazza. Forse per questo si sarebbe dovuto evitare di organizzarla e limitarsi semplicemente ad una testimonianza dei leader senza la folla e senza i rischi che la folla comporta". Marco Travaglio, a Otto e Mezzo su La7, si esprime così sulla manifestazione del centrodestra che si è tenuta oggi a Roma. "Un conto è quando il 25 aprile qualche gruppetto disorganizzato fa assembramenti. Un conto è quando due partiti importanti, il primo e il quarto partito italiano, chiamano la gente e poi all’ultimo momento dicono ‘non venite’. La gente ci va, speriamo non nascano nuovi focolai di infezione per questa manifestazione in una città come Roma che sembrava uscita dall’emergenza", afferma ancora. "Quello che è successo in Germania a Berlino e Gottingen ci dice che questi assembramenti sono molto pericolosi perché possono innescare focolai".

  • La ragazza reputa improprie e vergognose le proposte di Pappalardo
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    La ragazza reputa improprie e vergognose le proposte di Pappalardo

    La figlia di una vittima del Covid-19 attacca i gilet arancioni che negano l'esistenza della malattia.

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    Coronavirus, Ilaria Capua: "Non è più debole, ora curiamo malattia"

    "Il professor Zangrillo si è espresso in relazione alla forma clinica. Sono certa che molti altri medici vedono una situazione meno grave, ma questo è dovuto alla loro bravura e alla loro capacità. La clinica dipende in grandissima parte dall’ospite, dalla cura, da quello che si riesce a fare. Abbiamo imparato a curare la malattia". Sono le parole di Ilaria Capua che, a DiMartedì, torna sulle dichiarazioni di Alberto Zangrillo. Secondo il direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, il coronavirus "dal punto di vista clinico non esiste più". "Da quello che vedo nella letteratura scientifica, non vedo modifiche nel genoma virale che facciano pensare ad un’attenuazione. Non credo ci siano questi dati. Anzi, invito i colleghi a pubblicare le sequenze", dice la virologa. "La seconda ondata non arriva dal Padreterno, non arriva dalle fogne. La seconda ondata siamo noi. Vedremo sempre meno casi, ma dobbiamo evitare i comportamenti sconsiderati che ho visto qui negli Stati Uniti ma anche oggi in Italia".

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