Venezia, domani riaprono anche le Gallerie dell'Accademia

Lme

Milano, 2 mar. (askanews) - Le Gallerie dell'Accademia di Venezia riprendono la loro attività con il consueto orario di apertura al pubblico. L'accesso - spiegano dall'Accademia - sarà regolato nel rispetto di quanto stabilito dal citato DPCM, assicurando una modalità di fruizione contingentata, evitando assembramenti di persone e facendo rispettare ai visitatori la distanza tra loro di almeno un metro. Il museo si impegna a fornire costantemente le informazioni necessarie sui comportamenti da adottare in questa circostanza attraverso i monitor d'ingresso e il personale.

Una sorpresa attende i visitatori. Potranno tornare ad ammirare la Nuda di Giorgione, testimonianza di una delle rare imprese pubbliche realizzate dall'artista di Castelfranco. L'affresco, che raffigura una giovane figura femminile a seno scoperto entro una semplice nicchia, ritorna al museo dopo una lunga permanenza a Palazzo Grimani durata circa dieci anni.

L'opera è stata oggetto di un accurato intervento conservativo che ha permesso la pulitura della superficie dipinta, la rimozione delle colle e dei ritocchi a tempera alterati, la stuccatura delle piccole lacune e il loro abbassamento con velature a tono. L'operazione, costata 16.800 euro, è stata finanziata dal Patrimonio culturale della Regione Friuli Venezia Giulia, nell'ambito della mostra Il Rinascimento di Pordenone, chiusa lo scorso 2 febbraio a Pordenone. I lavori sono stati svolti da Roberta Boscherini, Paola Potenza e Lucia Tito, sotto la guida della responsabile di cantiere Caterina Barnaba e la direzione dei lavori di Roberta Battaglia e Maria Chiara Maida.

Da martedì 3 marzo i visitatori delle Gallerie potranno così (ri)scoprire lo splendido frammento - staccato nel 1937 dalla facciata sul Canal Grande del Fondaco dei Tedeschi, edificio medievale ricostruito dopo l'incendio del 1505 nei pressi del ponte di Rialto - all'interno del nuovo contesto espositivo dedicato alla pittura cinquecentesca.

"L'opera, che esprime la vocazione al classicismo appartenente alla tarda stagione giorgionesca - ha dichiara il direttore Giulio Manieri Elia - potrà dialogare con le altre preziose opere dell'autore presenti nella stessa sala, quali La Tempesta e La Vecchia, e con le composizioni dei suoi giovani allievi, Tiziano e Sebastiano del Piombo, esposte nel medesimo ambiente".