A Venezia “Il buon lavoro che c’è”, il corto sul lavoro possibile

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Roma, 3 set. (askanews) – C’è anche il lavoro tra gli argomenti della 79 edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, con un docufilm che racconta come in Italia, a dispetto delle rappresentazioni disfattiste, trovare occupazione sia tutt’altro che impossibile. Quella che emerge da “Il buon lavoro che c’è”, prodotto da The Skill Group, è un’Italia dinamica, disponibile a reinventarsi e a mettersi in discussione.

Tante le storie raccolte nel docufilm, firmato da Simone Aloisio e Lorenzo Munegato: un viaggio ideale che, per bocca dei protagonisti, spiega i profondi mutamenti del mondo del lavoro e di come alcuni mestieri abbiano riacquistato oggi importanza, fascino e centralità.

Dagli agronomi di Timac Agro, ai tecnici di Bonifiche Ferraresi che si occupano di agricoltura di precisione. Dalle infermiere lombarde impegnate nelle strutture private di AIOP Lombardia come l Ospedale di Ponte San Pietro a Bergamo ai produttori di vino della Tenuta Santa Caterina nel Monferrato. E ancora: le giovani uscite da Accademia delle Professioni di Padova; il racconto dell imprenditore che ha deciso di produrre abbigliamento in canapa; la giovane stilista che veste le campionesse di pattinaggio artistico e ginnastica ritmica.

Un racconto, dunque, che guarda al lavoro con ottimismo, e nel quale come ha spiegato l autore Lorenzo Munegato c è un unico minimo comune denominatore: la passione, ingrediente necessario per rimettersi in gioco e individuare il proprio percorso lavorativo.