Venezia, il ministro dell'Ambiente: il Mose non basta

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Roma, 16 nov. (askanews) - "Prima ancora di parlare di Venezia, devo citare Gallipoli, Matera, la costa abruzzese. Spazzati da mareggiate o inondati da fiumi di fango. Prima di parlare del particolare, cioè, dobbiamo parlare del generale: il 79% del territorio italiano è fragile per il dissesto idro-geologico. Anche per Venezia, dobbiamo ancorare il discorso a questa fragilità strutturale del nostro Paese. E mi tocca ripetere un discorso sentito mille volte: quanto più si investe nella prevenzione, tanto meno dovremo ricorrere alla Protezione civile. Mi rendo conto che il discorso si sente forse fin dalla fondazione della Repubblica, ma lo stato dell'arte è questo". Così il ministro dell'Ambiente Sergio Costa in un'intervista alla Stampa.

"Anche ame pare inammissibile che il Mose, dopo tanti anni e tanti miliardi spesi, non sia terminato. E' un'opera che va conclusa al più presto. Anche se è terminato al 93%, quel che manca non lo rende ancorafunzionale", afferma Costa, che però si dice d'accordo, in linea generale, "con quanto dice Massimo Cacciari: è stato un errore spendere tutti i soldi per il Mose e niente per la città. Una cosa non può essere alternativa all'altra. Dobbiamo investire sulla resilienza, la mitigazione del rischio, l'adattamento di questa straordinaria ma fragile città che sta sull'acqua. Per questo il discorso deve essere più generale. Il cambiamento climatico è sotto i nostri occhi". E per questo "la vera sfida oggièeuropea,esichiamaPiano per la transizione energetica di Ursula von der Leyen. E' solo con la de-carbonizzazione che salveremo il Pianeta, noi, e anche Venezia".