Venezia, il patriarca: non mi premono i mosaici ma le persone

Ska

Roma, 16 nov. (askanews) - "In questi giorni dormo poco scendo qui e prego per i veneziani. Non mi premono i monumenti: penso alle persone che soffrono non perché stanno perdendo tutto, ma per la sensazione di essere abbandonate": lo afferma il patriarca di Venezia Francesco Moraglia in una intervista a Repubblica.

Venezia "non può restare una Disneyland svenduta ai turisti" e "non può più essere il transito dei transatlantici", afferma il patriarca.

"Mi pare che la politica parli molto di tesori da tutelare e poco di persone da salvare. In questi giorni metto gli stivali, esco e incontro gente che piange, che non può farsi da mangiare, o raggiungere l'ospedale. Il mio appello allo Stato parte dal cuore agonizzante della cripta di San Marco, antica di quasi mille anni: pensiamo alle donne e agli uomini che a Venezia sono allo stremo. Solo così, dopo, possiamo dare un senso al salvataggio del patrimonio artistico e culturale", afferma Moraglia, che a custodi e operai dice: "Ricordate che non s iete qui per i mosaici. Siete qui per le persone: per i veneziani e per i visitatori che sentono il cruciale valore comunitario di ogni luogo come questo".