Venezia, il tassista chiede soldi in più per pochi tratti aggiunti: «C’era pure la bambina"

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Venezia, il taxi chiede 50 euro per 2 chilometri: «C’è anche la bambina»
Venezia, il taxi chiede 50 euro per 2 chilometri: «C’è anche la bambina»

Era appena atterrata all’aeroporto Marco Polo di Venezia, quando una mamma che viaggiava con la sua bimba ha chiesto ad un taxi di farsi portare ad un luogo distante circa 2,3 chilometri, precisamente dallo scalo all’albergo, che come suggerisce il nome, resort Ca’ Tessera, è nei pressi dell’aeroporto. Tuttavia, la cifra chiesta dal tassista per quel breve percorso è stata di 50 euro. “Le posso fare 50 euro, c’è anche la bambina da mettere in conto“. Questa la spiegazione dell’autista. Ma la cosa ancora più esilarante è che la donna ha poi fatto la stessa richiesta ad un altro taxi, ricevendo la stessa identica richiesta economica.

Venezia, taxi chiede 50 euro per breve tratta: “C’è la bimba da tenere in considerazione”

Erano da poco passate le ore 14, la donna in questione è una professionista rientrata da Lussemburgo e impegnata con una serie di bagagli: la valigia, lo zaino, il passeggino e la sua piccola di poco più di un anno. Decide, quindi, di frasi aiutare e uscita dal terminal, si avvicina ad un tassista.

La risposta dell’autista è precisa e diretta: 50 euro per soli 2,3 kilometri. La mamma, tuttavia, non si ferma di fronte ad “no” e va subito a chiedere ad un altro tassista, il quale le propone 35 euro. La conversazione viene, però, interrotta dal collega:

“Sono 50, perché ha anche la bambina. La tariffa è chiara”.

Di fronte a questa affermazione, il secondo autista che in un primo momento aveva proposto 35 euro, annuisce, in segno di approvazione.

La situazione si risolve solo grazie l’arrivo di un terzo tassista: quest’ultimo decide di comportarsi in maniera onesta con la donna, proponendole la vera tariffa, ossia quattro euro di corsa, più dodici di tassa extraportuale, per un totale di soli sedici euro.

Venezia, taxi chiede 50 euro per breve tratta: storia documentata dalla protagonista

Questa bislacca vicenda è documentata dalla stessa protagonista. La donna, infatti, si è rivolta all’aeroporto, raccontando tutto. E l’aeroporto ha effettuato una piccola indagine tra i tassisti. In aggiunta, sono disponibili alcune immagini, che hanno identificato i protagonisti dell’episodio. Anche le cooperative di tassisti che lavorano in aeroporto sono state contattate. La più importante di queste cooperative, l’Unione radiotaxi di Venezia, nega ogni coinvolgimento con questa faccenda:

“Non c’erano nostre socie presenti e nessuno dei nostri tassisti hanno proposto quell’offerta, anzi, il nostro associato ha fatto l’offerta corretta”.

A far arrabbiare ulteriormente la mamma è stata pure la risposta ufficiale mandata dall’aeroporto: risposta nella quale si parla di un semplice fraintendimento. Opposizione che la donna ha rifiutato senza mezzi termini.

Venezia, taxi chiede 50 euro per breve tratta: erano tassisti abusivi?

Il presidente dell’Unione radiotaxi di Venezia, Alessio Gobbo aggiunge quindi che forse potrebbero essere stati dei tassisti abusivi ad agire così:

“Dato che non possiamo risalire all’identità di quelle persone, in quanto l’aeroporto ci ha negato le immagini e dato che sono sicuro non siano nostri associati, c’è la possibilità che non siano tassisti? Ci sono società di Ncc, noleggio con conducente, che si spacciano per tassisti e operano nel Veneziano. Non solo: ci fanno anche cattive recensioni per promuovere i loro servizi”.

Conclude, inoltre il presidente che:

“E’ giusto ricordare che per i tassisti, quello che si è chiuso non è stato un anno facile. Abbiamo perso mediamente il 70% del fatturato. Ma proprio per questo motivo vogliamo che i clienti siano fidelizzati e non subiscano truffe. Anzi, siamo molto severi nel prevedere sanzioni in casi come questi: i tassisti rischiano, oltre una denuncia, anche giorni di sospensione dal lavoro”.

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