Venezia, in Italia 13 siti Unesco sono a rischio sommersione -3-

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Roma, 15 nov. (askanews) - La grande differenza che riguarda gli scavi, per esempio rispetto a un sito italiano importante come Pompei, ma anche Paestum, è che le città cinesi erano costruite in legno e terra, materiali molto deperibili rispetto alla pietra dei siti conosciuti qui.

Dunque dimensioni e materiali sono i punti di grande differenza: i siti cinesi sono molto vasti e presentano pochi manufatti. Ciò presuppone una difficoltà maggiore di lettura. Partendo da questi presupposti, la filosofia del restauro e della conservazione in Cina, è stata illustrata da Liu Kecheng, Direttore Shannxi Provincial Conservation Engineering Institute of Monument & Sites, Direttore quindi della Scuola di Architettura di Xian, la splendida antica Capitale della Cina, in cui è stato trovato il famoso Esercito di Terracotta. Come affrontare il patrimonio culturale? I cinesi hanno sempre ricostruito o ri-colorato. La Città Proibita di Pechino è l'esempio lampante di questo tipo di operazione. Si tratta di un sito originale, ma su cui più volte si è intervenuto.

Altra difficoltà per i tecnici cinesi è l'enorme sviluppo delle loro città: prima gli scavi erano lontani mentre ora il rischio è che tutto venga distrutto dall'espansione urbana. La modernizzazione è molto più rapida rispetto ai tempi dell'archeologia. (Segue)