Venezia, l’Accademia apre due nuove sale su Seicento e Settecento

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Image from askanews web site
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Venezia, 31 ago. (askanews) - Due nuovi saloni monumentali che completano il percorso storico del museo e che riportano in collezione alcuni capolavori straordinari dei Tiepolo, di Piazzetta o di Luca Giordano. Alle Gallerie dell'Accademia di Venezia sono stati inaugurati, alla presenza del ministro della Cultura Dario Franceschini, i saloni Selva-Lazzari dedicati al Seicento e al Settecento nel Veneto. Opere che giacevano nei depositi e che sono state restaurate e ora aggiungono splendore a un museo che, negli ultimi anni, ha saputo acquisire una dimensione internazionale di primo piano, non solo per la qualità delle collezione, ma anche a livello prettamente museologico.

"Questa gara virtuosa - ha detto il ministro Franceschini - per fare ripartire la cultura in sicurezza è possibile, e ogni realtà deve dimostrarlo. A Venezia c'è il cuore di questa sfida italiana. Dobbiamo tutelare il patrimonio lasciato dal passato, ma anche continuare a investire sul presente. Nell'apertura di queste nuove sale si trovano molti elementi usciti dal Parlamento in questi anni, come la relazione tra pubblico e privato e la riforma dei musei. Questa ha portato all'autonomia, alla presenza di comitati scientifici, alla gestione degli incassi direttamente dai musei. Mi pare che questa sia una delle prove del fatto che la riforma ha funzionato e di come sono cambiate le cose. Io credo che la strada della collaborazione tra pub blocco e privato sia la strada giusta, gestire insieme per un unico obiettivo: la tutela del patrimonio culturale dello stato. L'Art bonus ha dato una grossa mano in questo senso. Sono già arrivati 500 milioni di donazioni: bene, ma non è abbastanza. Vorrei che anche da noi arrivasse il principio del 'restituire' al proprio Paese, vorrei arrivasse il momento in cui le grandi aziende si vergognino se non donano per la tutela del patrimonio del proprio Paese".

Tra le opere più importanti che ora trovano collocazione nei nuovi spazi dell'Accademia, il monumentale "Castigo dei serpenti" di Giambattista Tiepolo, lungo oltre 13 metri: un'opera di grandissima potenza che, dopo oltre un secolo di abbandono, è tornato alla bellezza originale. Altrettanto eccezionale la "Deposizione di Cristo dalla Croce", del napoletano Luca Giordano, uno dei grandi maestri del Seicento, che viene esposta per la prima volta nella collezione permanente. Ma le due sale ospitano anche la restaurata "Indovina" del Piazzetta e un'illuminante composizione sacra di Giandomenico Tiepolo, vero gioiello "segreto" delle nuove sale.

"E' un cambiamento epocale - ha detto il direttore del museo veneziano, Giulio Manieri Elia - che modifica profondamente la struttura del museo. Oggi non siamo più solo il museo del Rinascimento, ma possiamo offrire molto di più. Si tratta del quarto grande intervento allestimento scientifico nella storia delle Gallerie e oggi, grazie al trasferimento dell'Accademia di Belle Arti, possiamo insistere anche su nuovi spazi. Oggi celebriamo una nuova tappa di questo processo che cambia radicalmente il museo e lo proietta verso il futuro".

Nelle nuove sale delle Gallerie sono anche ricostruiti gli ambienti di alcune chiese veneziane, che ospitavano quadri di artisti non solo veneti e che oggi ritrovano la loro coerenza filologica. E poi ancora "Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito" di Gianantonio Guardi, unica tela di un ciclo dedicato alla "Gerusalemme liberata" di Torquato tasso che è tornata in Italia dopo una storia complessa e romanzesca.

"Penso che per noi sia un nuovo rinascimento, dopo 20 mesi difficili siamo stati anche i primi a ripartire, che è un po' lo spirito veneto", ha detto il presidente della Regione Luca Zaia, anche lui tra i partecipanti all'inaugurazione.

Il progetto è stato realizzato anche grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, e gli interventi di restauro sono stati finanziarti in gran parte da Venetian Heritage, che ha stanziato 584mila euro.

"Le Gallerie non si fermano - ha concluso il direttore Manieri Elia - lavoreremo al restauro dell'ala palladiana, con l'obiettivo di arrivare poi agli ultimi due lotti per completare il rinnovamento dell'intero museo".

(Leonardo Merlini)

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