Venezia, la poesia diventa giardino con Marco Nereo Rotelli

Venezia, 21 ago. (askanews) - La luce, la parola, Venezia e la sua storia. C'è tutto Marco Nereo Rotelli nell'installazione che l'artista ha concepito per l'hotel Ca' Sagredo per tutta la durata della Biennale d'arte. E soprattutto c'è il vetro, materiale decisivo per chi, come Rotelli, è veneziano e da sempre cerca strade per dare forme diverse alla lingua e al visibile.

"E' una forma di pensiero il vetro - ha detto l'artista ad askanews - è come un corpo che si forgia. Io sono sempre stato attratto dal vetro, anche perché ho questa attrazione per la luce e il vetro è una forma di luce materializzata, una potenza che si trasforma. E' una forma di poesia il vetro. Ed è per questo che ho pensato di abbinarlo letteralmente ai poeti che ho invitato a lavorare con me".

Il vetro dunque come corpo reale della parola, che nel "Glass Garden" di Ca' Sagredo prende la voce di poeti come Adonis, Yang Lian e Victor Rodriguez Nunez, ma anche del romanziere americano Mark Axelrod. E a fare da supporto alle strutture forgiate nella fornace di Massimiliano Schiavon ci sono le briccole della Laguna di Venezia, i grandi legni che da secoli punteggiano e demarcano il territorio delle acque della città. E in questo modo il lavoro di Marco Rotelli continua a ragionare sulla relazione tra materiale e immateriale, collocandosi in sostanza in una sorta di sospensione che appare il terreno più consono alla sua operazione poetica a tutto tondo.

"Da un lato - ha aggiunto l'artista veneziano - lavoro con la dimensione luminosa, quindi l'assoluta smaterializzazione della parola che diventa luce e dall'altra parte c'è tutta la ricerca sulla materia, ma questo vale anche per la dimensione pittorica, che poi è la mia".

All'interno dell'hotel poi si possono trovare anche molte delle celebri Porte d'oro di Rotelli, oltre che una serie di nuove opere visive realizzate a Ca' Sagredo da Adonis.