Venezia, l'artista Plessi: "Rabbia per gioiello non protetto"

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"Rabbia e sofferenza: in questo momento sono i sentimenti prevalenti, davanti al disastro di Venezia, a un gioiello unico al mondo e fragilissimo che abbiamo fra le mani ma che, da veri disgraziati, non riusciamo a proteggere e custodire". E' lo stato d'animo che confessa all'Adnkronos l'artista e intellettuale veneziano Fabrizio Plessi, con studio alla Giudecca. 

"Un bene così andava salvaguardato da tempo e invece chi come me ci vive sente parlare da decenni di questo benedetto Mose e di altre trovate ridicole... - denuncia Plessi - Abbiamo il dovere anche culturale di difendere un bene che è nostro ma anche di tutta l'Italia, l'Europa e il mondo intero: un patrimonio dell'umanità. Soffro a vedere un disastro simile, il governo deve muoversi entro tempi brevi, un anno al massimo".Per Plessi, "il rischio autentico è che Venezia si trasformi in un 'turistificio', perdendo la sua caratteristica di luogo primario della cultura e dell'arte. Basta con questo turismo allo sbando, servono limiti di ingresso: essere a Venezia deve essere percepito da tutti come un privilegio, da trasmettere intatto a chi verrà dopo di noi".