Venezia, Legambiente: basta rincorrere le emergenze

Gci

Roma, 13 nov. (askanews) - "Per proteggere le nostre città e salvare la vita delle persone serve un piano di adattamento al mutamento climatico, che tenga conto dei dati sull'accelerazione dei cambiamenti e delle previsioni sull'aumento dei fenomeni meteorologici estremi e dei loro impatti. Siamo ormai l'unico grande Paese europeo che non lo ha ancora approvato e un'analisi dei rischi e delle priorità di intervento è fondamentale se vogliamo salvaguardare vite umane e territori". Lo sottolinea, in una nota Legambiente che ricorda come l'Italia dal 1998 al 2018, ha speso secondo dati Ispra circa 5,6 miliardi di euro (300 milioni all'anno) in progettazione e realizzazione di opere di prevenzione del rischio idrogeologico, a fronte di circa 20 miliardi di euro spesi per "riparare" i danni del dissesto.

"A Venezia, in particolare - commenta il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro, in merito all'emergenza acqua alta che ha drammaticamente investito la città - serve una prevenzione diversa da quella che è stata realizzata: dalla metà degli anni 90 in poi gran parte delle risorse è stata destinata alla realizzazione del Mose, che tuttora non è terminato, considerandolo l'unico progetto necessario a scapito di altri possibili interventi, ma soprattutto di una pianificazione che tenesse conto delle previsioni sull'innalzamento delle acque. È inoltre un'opera progettata per risolvere un problema puntuale che, oltre ai cambiamenti climatici, non tiene conto neanche degli impatti che può generare a valle o a monte".