Venezia, Lupi: adesso si accorgono che serviva il Mose

Pol/Bac

Roma, 13 nov. (askanews) - "Quasi due metri di acqua alta, danni per centinaia di milioni e solo adesso ci si accorge che serviva il Mose. Venezia, che ieri è stata sommersa dall'acqua alta, in questi anni è stata inondata di parole a vuoto, polemiche e immobilità. Nel 2014 il Mose, l'unico sistema che può evitare disastri come quello di ieri, come ha ribadito il sindaco di Venezia, era stato completato per l'87%, l'opera era integralmente finanziata, la pianificazione dei lavori prevedeva l'ultimazione delle paratie mobili entro il giugno 2016 e, dopo una fase di collaudo, l'inizio della loro operatività a fine 2017. Dopo lo scandalo giudiziario la vicenda si è avvitata su sé stessa: cinque anni di commissariamento, scontri tra commissari (che sono costati alla collettività tre milioni e mezzo di euro), allontanamento delle grandi imprese, blocco dei lavori, e il risultato è sotto gli occhi di tutti". Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Noi con l'Italia-Usei ed ex ministro alle Infrastrutture e ai trasporti.

In questi anni - aggiunge - l'avanzamento dei lavori è andato a rilento, siamo arrivati al 92% (+ 5% in cinque anni, una cosa ridicola) e non si è nemmeno riusciti a spendere i 400 milioni disponibili per l'opera. L'innalzamento delle paratie è programmato per fenomeni di acqua alta sopra i 110 centimetri, quello di ieri è stato di 187 centimetri. Con il Mose in funzione non avremmo avuto ancora una volta Venezia sott'acqua e non assisteremmo oggi al solito scaricabarile e alla solita alluvione di frasi fatte vuote e inconcludenti. Il progetto del Mose è studiato in tutto il mondo, la sua realizzazione è ad oggi l'unica possibilità per Venezia. Va portato a termine il più velocemente possibile. Chi ha responsabilità in merito la usi".