Venezia, M5s: su Mose mezzo secolo ritardi, tempo quasi scaduto

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Roma, 15 nov. (askanews) - "Venezia è drammaticamente affondata sott'acqua, come non avveniva dal lontano 1966. In quell'anno era in carica il Governo Moro III e la politica si rese conto che la città era in pericolo: l'Italia doveva compiere un intervento straordinario per tutelare un patrimonio mondiale e aiutare i veneziani. Sarebbero passato però un quarto di secolo prima che dalle parole si passasse ai fatti, con il progetto preliminare del Mose. Da allora è passato un altro quarto di secolo, che non è stato sufficiente per completare l'opera". Lo scrive M5s sul Blog delle stelle.

"Intanto - prosegue - il Mose, che avrebbe dovuto essere ultimato già due anni fa, ci è costato 7 miliardi di euro. Nel frattempo l'emergenza acqua alta si è intensificata: l'Autorità delle maree ha recentemente diffuso un grafico che dimostra come la frequenza e intensità del fenomeno negli ultimi decenni sia aumentata. Se provate a chiedere di questo trend ai politici del centrodestra, vi diranno di tutto tranne che tutto ciò possa essere legato ai cambiamenti climatici. Lega e compagnia sono diventati paladini del negazionismo ambientale. Forse per superficialità, forse per convenienza".

"Se il Mose non è stato ancora completato, però, non è solo a causa della negligenza e della burocrazia. La politica anche qui - osserva M5s - ci ha messo lo zampino sotto forma di corruzione, frode fiscale e finanziamento illecito dei partiti. L'inchiesta scattata il 4 giugno 2014 svela un comitato d'affari composto da imprenditori, magistrati e, ovviamente, politici. Il pesce più grosso che finisce nella rete della magistratura è Giancarlo Galan, al tempo dei fatti presidente della Regione Veneto in quota Forza Italia, che sarà condannato a scontare due anni di arresti domiciliari e a erogare un risarcimento danni di 5,8 milioni di euro.(Segue)