A Venezia mascherine, a Vienna no: concerti diversi nel Capodanno Covid

Antonella Piperno
·2 minuto per la lettura

AGI - Il direttore d'orchestra Daniel Harding in mascherina nera già al suo emozionato ingresso nel teatro La Fenice imitato da orchestra e coro, Riccardo Muti a volto scoperto nella Musikverein come tutti i musicisti della Filarmonica di Vienna.

Tra Venezia e Vienna, a distanza di un'ora e dieci i telespettatori collegati prima su Raiuno alle 12,20 per la diretta del tradizionale concerto capodannesco nostrano e alle 13,30 su Raidue per la differita di quello austriaco, si sono trovati davanti a due scelte opposte per le relative prime volte degli storici appuntamenti di inizio anno senza pubblico, dominati dai limiti dell'era Covid.

Decisi a non privare della musica classica di inizio anno gli spettatori che il virus ha estromesso dalle sale, le due direzioni artistiche hanno fatto scelte opposte in quanto a dispositivi anti-Covid.

Harding e i musicisti della Fenice si sono presentati tutti in mascherina nera, fiati inclusi, gli unici che l'hanno poi ovviamente messa da parte per eseguire Mozart nella celeberrima ouverture delle Nozze di Figaro mentre il tenore Xabier Anduaga e la soprano Rosa Feola l'hanno tolta soltanto un attimo prima di cominciare le loro esecuzioni.

Il coro invece, ha cantato sempre con la mascherina, con un 'Va pensiero' imbavagliato che finirà probabilmente nel libro delle immagini storiche di questa epoca, accanto a quella del Papa solo in piazza San Pietro per la preghiera antipandemia e al Presidente Mattarella in piedi per il discorso di fine anno, con il cortile del Quirinale deserto alle sue spalle.

A Vienna, invece liberi tutti per i tradizionali valzer e le polke della famiglia Strauss, da Muti (senza un filo di sudore al contrario del collega Harding alle prese con la mascherina) ai musicisti che sfoderavano sorrisi, fino ai ballerini degli inserti filmati.  A ricordare che quello di Vienna è il primo concerto a porte chiuse dal 1941, causa Covid, sala vuota a parte ci hanno pensato i settemila applausi virtuali degli spettatori collegati in streaming trasmessi, con i loro volti da remoto, alle fine delle due parti del concerto.