Venezia, WWF: un disastro annunciato

Gci

Roma, 13 nov. (askanews) - Ciò che sta succedendo in questi giorni a Venezia è "l'ennesimo disastro annunciato", per il quale il WWF vuole esprimere "solidarietà alle famiglie delle vittime e di chi ha subìto danni, oltre alla preoccupazione per i danni al grande patrimonio della città". Lo sottolinea, in una nota, il WWF che sottolinea, in una nota, come il "record dell'acqua alta a Venezia e l'eterna vicenda del MoSE dimostrano come non basti mai operare con la sola logica delle grandi opere pubbliche quando si debbano affrontare fenomeni naturali esponenzialmente più frequenti e intensi per effetto dei cambiamenti climatici, quindi ampiamente prevedibili e previsti".

"Invece di sposare acriticamente un progetto affidato senza gara, che non è mai stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale e che va avanti da circa 20 anni, nonché travolto dalle vicende giudiziarie qual è il MoSE, per la Laguna di Venezia sarebbe stato meglio, - sottolinea il WWF - che fossero stati messi a raffronto progetti meno complessi dal punto di vista tecnologico e meno costosi, più rapidi nella loro realizzazione e più flessibili rispetto alla geomorfologia lagunare, quali i 9 presentati a suo tempo dal Comune di Venezia tra il 2005 e il 2006, e che nel contempo garantissero risorse per quegli interventi diffusi che sono sempre necessari per mantenere il delicato equilibrio idraulico e naturalistico della Laguna di Venezia. In questo drammatico contesto c'e' - si aggiunge - chi chiede il ripristino delle quote di profondità del canale petroli per facilitare l'ingresso delle grandi navi, riproponendo una delle cause principali dell'ingovernabilità dell'acqua alta, segnalata come tale in tutti gli studi sin dagli anni '70".