Veneziani: "Nel centrodestra, oltre i leader non c'è niente"

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"Il vero problema strutturale del centrodestra è la sua incapacità di uscire dalla leadership: oltre i leader, non c'è niente! Questo è il problema numero uno", afferma all'AdnKronos il politologo Marcello Veneziani. "L'elettorato non ha trovato una offerta sufficientemente plausibile nei candidati sindaci e quindi non è andato a votare, mentre a centrosinistra sono tornati a votare e hanno ottenuto una conferma".

Per Veneziani, "la sinistra potrà anche avere delle leadership nazionali carenti, però ha una media classe dirigente che risulta presentabile alle elezioni comunali, mentre il centrodestra ha una forte leadership nazionale ma poi non ha chi proporre al voto come sindaco e questo demotiva il suo elettorato".

Osserva Veneziani: "Per ricorrere a una iperbole, è chiaro e sicuro che se Giorgia Meloni si fosse candidata a sindaco di Roma e Matteo Salvini a sindaco di Milano avrebbero portato al centrodestra almeno dieci punti percentuali in più. Certo, poi ti giochi tutto: se perdi fai la valigia e se vinci che fai, vai a fare il sindaco e abbandoni una leadership politica vincente? Ecco perché serve una terza forza 'governante' nel centrodestra, in mancanza di esterni di grande nome e spessore e di una società civile rappresentativa che sia anche in grado di presentarsi e raccogliere voti".

Per Veneziani, "al centrodestra, manca indubbiamente una terza forza, una terza 'gamba', visto che il partito berlusconiano di Forza Italia non è più servibile... Serve la presenza di una forza conservatrice, istituzionale, statale, seria, rigorosa, in modo che ci siano due ali, populista e sovranista, e un nerbo centrale capace di presentarsi come una credibile alternativa", spiega il politologo, per il quale "si va ricomponendo in Italia uno schema bipolare".

Attualmente, per Veneziani, "la leadership della Meloni risulta essere più forte di quella di Salvini; ma con la postilla politica che non può portarla a un ruolo federatore. Fratelli d'Italia è senza dubbio il partito più forte e si può anche immaginare che in una competizione elettorale Giorgia Meloni sia la numero uno del centrodestra. Però poi, quando si tratta di presentare un nome spendibile in una ipotesi di Governo, manca un 'ponte' fra tutte le aree del centrodestra, perché questo non può essere né la Meloni né Salvini".

Veneziani suggerisce "in prospettiva, la nascita di una forza conservatrice che faccia da baricentro tra Fdi e Lega. Nell'immediato, bisognerebbe inventarsi qualcosa che somigli al 'partito dei sindaci' degli Anni Novanta, raccogliendo le migliori esperienze espresse a livello comunale e regionale, da cui si possa attingere un ceto di buoni amministratori, in grado di fiancheggiare i leader politici".

(di Enzo Bonaiuto)

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