Venezuela, Console Occhipinti: rinnovo Comites una nuova sfida

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Image from askanews web site
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Roma, 29 set. (askanews) - Intervistato dal direttore de La Voce d'Italia Mauro Bafile, Il console generale in Venezuela, Nicola Occhipinti,è intervenuto sul tema delle elezioni per il rinnovo dei Comites, che il diplomatico definisce 'Una nuova sfida'.

L'appuntamento al voto, scrive la Voce (L'articolo completo sul sito del giornale) per il rinnovo dei Comites, è stato fissato per il 3 dicembre. In realtà questo è l'ultimo giorno in cui il Consolato riceve il plico con il voto. La legge prevede che le liste degli aspiranti possano essere presentate solo dal ventesimo giorno dopo l'indizione delle elezioni. Voterà unicamente il cittadino che ne abbia fatto espressa richiesta attraverso il portale Fast-It. La domanda di iscrizione all'elenco degli elettori potrà comunque essere presentata, insieme alla fotocopia di un documento di identità comprensivo la firma del titolare, per posta elettronica al seguente indirizzo:elettorale.caracas@esteri.it

- La opzione di voto - ha ammesso il Console Generale Occhipinti - ha un aspetto positivo: conferisce maggior certezza a chi vota e una riduzione delle spese.

Il Console Generale ha tenuto a precisare che "i Consolati sono dei semplici esecutori di disposizioni che vengono da Roma".

- Come vi state preparando?

- Realizziamo la bonifica anagrafica tutti i giorni durante tutto l'anno - ha affermato -. Ciò permette l'allineamento tra i dati anagrafici del Ministero degli Esteri e quelli del Ministero dell'Interno. Inviamo la "Pec" al Comune corrispondente ogni qualvolta il connazionale ci presenza un atto di Stato civile, matrimonio, divorzio, nascita o morte. Verifichiamo, controlliamo e inviamo al comune l'informazione con l'indirizzo di residenza aggiornato. Se il comune è efficiente, aggiorna i propri dati e il connazionale può esercitare il diritto di voto. Il secondo aspetto è il rispetto dello scadenzario che indica il Ministero. Non è un esercizio complicato ma le risorse umane sono limitate.

- America Latina, in particolare il Venezuela non è l'Europa. Oltreoceano il servizio postale è affidabile e i connazionali vivono in luoghi raggiungibili. Far recapitare un plico non è un problema. In Venezuela, invece...

- La morfologia toponomastica del Venezuela è peculiare - ci ha interrotto capendo immediatamente quale sarebbe stato il senso della nostra domanda -. Le case non hanno il numero civico. Per ubicare un connazionale non è sufficiente il solo indirizzo. Sono necessari altri dettagli.

Dopo aver informato che il Consolato Generale si affida al più efficiente servizio di corriere privato del paese: "Domesa", alla nostra domanda sulla certezza che al connazionale venga recapitato il plico elettorale, ha risposto:

- Sicuramente conosce il brocardo latino "Ad impossibilia nemo tenetur". Nessuno è tenuto alle cose impossibili. Noi ci proviamo, e per questo contrattiamo il corriere privato più affidabile.

- Se Il connazionale non riceve il plico, cosa deve fare...

- Può venire in Consolato - ci ha detto aggiungendo immediatamente:

- Certo, è avvantaggiato chi vive a Caracas. Chi sta a Puerto Ordaz, per esempio, come fa? Non ha il tempo materiale né le possibilità fisica di arrivare fin qui. Chiaramente ci sono dei limiti.

- La nostra comunità è cresciuta negli ultimi anni?

- Iscritti a Caracas sono oltre 122mila - ha commentato -. Sono aumentati di 400, 500 unità da luglio ad agosto. Questo, almeno, è quanto indicano le nostre statistiche. Al 31 agosto risultano iscritti nella circoscrizione consolare di Caracas, 122.300 connazionali. In quella di Maracaibo calcoliamo siano oltre 20mila. In totale, sono 140mila.

- Sappiamo che molti connazionali, a seguito delle circostanze del Paese, hanno preferito tornare in Italia o, nel caso dei più giovani, trasferirsi in altri Paesi. Vi viene comunicato quando avviene un cambio di residenza?

- Il mancato aggiornamento dell'Aire, quando un connazionale emigra ad un altro paese, non comporta sanzioni - ha chiarito -. L'Iscrizione all'Aire può avvenire qualche mese dopo. Ci si iscrive quando si ha la certezza che si rimarrà nel nuovo Paese. Sebbene si potrebbe pensare che ci sia un flusso di connazionali che lascia il Venezuela, e qualcuno effettivamente emigra, francamente, a livello di iscritti alla nostra anagrafe il fenomeno non si riflette. Anzi negli ultimi mesi - ha aggiunto -, le iscrizioni sono aumentate, forse perché stiamo riconoscendo lo "iure sanguinis" ai figli e ai nipoti di italiani. Come lei sa, la grande emigrazione, in Venezuela, è avvenuta nell'immediato dopo guerra, a differenza di quanto è accaduto in Argentina, in Brasile e Uruguay. La difficoltà principale - ha proseguito - è che purtroppo molti figli sono nati fuori dal matrimonio. Quindi spesso manca la firma del genitore italiano. In Venezuela c'è una percentuale di figli nati fuori dal matrimonio maggiore rispetto ad Argentina e Brasile. Ci sono poi i figli riconosciuti da adulti. Anche in questo caso, in numero maggiore rispetto ad altri Paesi. In questi casi il processo di riconoscimento della cittadinanza si complica, è meno lineare.

Per concludere, il Console occhipinti ha sottolineato che si ha la consapevolezza che i connazionali all'estero "hanno contribuito in passato, continuano a farlo nel presente e lo faranno nel futuro alla crescita dell'economia italiana".

- Desideriamo aiutare i connazionali affinché la propria vita burocratica, detto tra virgolette, sia più semplice e agile possibile - ha assicurato -. Il nostro motto è che i connazionali, ma anche i venezuelani amici dell'Italia entrino in Consolato col sorriso e ne escano con un sorriso ancora più ampio, perché hanno ottenuto il servizio che occorreva loro, per aver ricevuto la documentazione richiesta e per essere stati accolti con la gentilezza e l'efficienza che meritano.

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