"Venivano a scuola con i lividi". A Chi l'Ha Visto le intercettazioni delle maestre del bimbo ucciso di botte a Cardito

Huffington Post

"Tutti i giorni venivano con il volto tumefatto". Questo è quanto emerge dalle ricostruzioni delle intercettazioni mandate in onda da Chi l'ha visto? delle maestre di Giuseppe, il bambino ucciso a Cardito dal patrigno. Sono frasi che dimostrano come le insegnanti dei bambini fossero a conoscenza dei maltrattamenti che i due bimbi subivano a casa: "La sorellina è venuta in classe con un pezzo d'orecchio mancante". Una delle maestre, nell'intercettazione, afferma di aver fatto una segnalazione alla preside della scuola che però non è servita a evitare la tragedia.

"L'ha ucciso a palate, ma tutti i giorni lo faceva", "Lo picchiava, lo picchiava a sangue", dicono ancora le maestre nelle telefonate, sottolineando come i maltrattamenti fossero quotidiani nei confronti dei due bambini. Giuseppe però non voleva parlare mai di questi fatti con le proprie insegnanti: "Però il bambino non parlava. Io lo chiamavo scimmiottella, e lui diceva 'no scimmia no'". Parole agghiaccianti, tanto più se legate all'omicidio che ne è seguito e di cui l'uomo si è dichiarato colpevole. "Ho fumato molti spinelli, poi li ho picchiati. Non era la prima volta", ha confessato al gip.

L'aggravante dei futili motivi: i due bambini avevano rotto la sponda del lettino comprato di recente e questo avrebbe scatenato la furia del loro patrigno Tony Essoubti Badre, 24 anni, arrestato per omicidio volontario e tentativo di omicidio. L'uomo ha picchiato a sangue fino a uccidere Giuseppe, di 7 anni, e ferito gravemente la sorellina di 8.


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