Venti libri per il 2020

Alberto Ferrigolo

Abbiamo scelto 20 libri per il 2020. Venti libri da leggere, meditare, condividere e magari criticare e discutere.

Paolo Crepet, Libertà, Mondadori, 19 €.

Questo libro conclude una trilogia. Dopo Coraggio e Passione, Libertà è la declinazione in ventiquattro casi di una condizione umana necessaria nel quotidiano e nella prospettiva personale di ciascuno, in una ricerca continua e disperata da parte dell'uomo. In quanto intima consapevolezza del poter fare e del poter essere. Se stessi. Una bramosia, un miraggio, un anelito. Ma anche una visione. Il cui raggiungimento implica una inevitabile spinta creativa. A fare e diventare ciò che si desidera. Ciò per cui ci si sente destinati. Per vivere e non sopravvivere.

Paolo Mieli, Trenta casi di manipolazione della storia, Rizzoli, 19,50

La Storia non si fa né con i se né con i ma, però può esser oggetto di manipolazione. Ecco trenta casi concreti di fatti storici alterati: da Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, al fascismo, dall'assenza di visione di Spartaco, schiavo rivoltoso ma non rivoluzionario, fino ad epoca recente. Verità indicibili, verità negate, verità capovolte, che scandiscono la narrazione. Ma anche verità come luoghi comuni demoliti con la ricerca dello storico. Come il caso della “spagnola”, la pandemia che nel 1918 miete milioni di vittime. Ma che ebbe origine in Kansas…

Enrico Deaglio, La bomba, Feltrinelli, 18 €

La bomba è quella del 12 dicembre 1969, scoppiata nella Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana, a Milano, cinquant'anni fa. Con vittime reali e inconsapevoli. Messe in mezzo per “cospirazione”. Una strage d'innocenti, senza colpevoli certi ma con indizi e impronte sicure. Ma deviate. Depistate. Occultate. Cancellate. Una bomba destinata a cambiare il corso della storia dell'Italia e il suo destino, imprigionandola in quel giorno fatidico. La bomba è un viaggio nella memoria, lungo cinquant'anni. Come non li abbiamo mai sentiti raccontare. Un libro da regalare ai ragazzi di oggi.

Ezio Mauro, Anime Prigioniere. Cronache dal Muro di Berlino, Feltrinelli, 18 €

Il Muro che ha diviso la Germania Est da quella dell'Ovest, nel cuore dell'Europa, è durato 28 anni. Una barriera composta da 45.000 blocchi di cemento e 127 km di filo spinato. Una prima parte costruita in una sola notte, dall'una alle otto, per lo più in maniera rudimentale. La penna del cronista annota tutto. Il numero delle persone che fuggivano e di quelle che venivano spiate e controllate, giorno e notte, fino al 9 novembre 1989, quando i varchi di frontiera tra le due Germanie vengono aperti. E la gente entra ed esce senza controlli. È la fine di un incubo.

Corrado Augias, Questa nostra Italia, Einaudi, € 20

Il carattere nazionale attraverso un viaggio lungo la penisola. Un'opera civile e allo stesso tempo anche intima, alla ricerca di un'identità le cui radici affondano nei tantissimi e assai diversi tra loro volti e tratti di un Paese che è insieme grande, bellissimo ma anche molto tormentato. Nel racconto c'è tutto il vissuto dell'Autore, da quando era bambino fino all'età adulta. Un viaggio attraverso i luoghi del cuore, nel progredire della memoria di un Italia che non c'è più, ma il cui ricordo continua a condizionare profondamente ancora il nostro presente. 

Kassia St Claire, Atlante sentimentale dei colori, Utet, € 21 €

Le insolite vite di 75 tra le più affascinanti tonalità, raccontate attraverso le sfumature e le tinte che l'uomo abbia mai potuto scoprire o inventare. Una narrazione che incrocia storia e arte, moda e politica, antropologia e cultura pop, che restituisce - come in un catalogo - il variopinto arcobaleno che dà forma e tonalità al mondo che ci circonda e alla cultura in cui siamo profondamente immersi. Perché i colori non sono entità astratte, ma hanno una loro propria vita: nascono, crescono e muoiono. E talvolta si “reincarnano” in seconde e terze vite…

Tiffany Watt Smith, Atlante delle emozioni umane, Utet, € 18,70

Centocinquantasei sfumature di emozioni. E forse anche di più. Tante sono quelle umane. Provate, sconosciute o che non si sa neppure d'aver provato e altre ancora che forse non si proveranno nemmeno mai nel corso d'una vita. E che, nelle tante lingue del mondo, si esprimono con terminologie diverse, ciascuna delle quali ha anche significati differenti. In questo catalogo di definizioni l'Autore ci guida a mappare, riconoscere e quindi a scoprire le differenze affettive tra i popoli attraverso un genere letterario e saggistico a metà tra enciclopedia e atlante.   

Vandana Shiva, Il pianeta di tutti. Come il capitalismo ha colonizzato la Terra, Feltrinelli, € 9

La storia dell'uomo? È una storia di colonizzazioni. E oggi la colonizzazione principale riguarda la natura del Pianeta e la maggior parte della sua popolazione. Partendo da questo assunto, per poter cambiare il corso della storia è necessario riscoprire il vero significato della parola libertà. È questo il cambio di paradigma utile quanto necessario per superare tutte le illusioni che ci dà una democrazia in crisi assieme all'economia capitalista per non rinunciare alla prospettiva di un futuro sostenibile. E per un'ecologia del Pianeta.

Stefano Mancuso, L'incredibile viaggio delle piante, Laterza, € 12

Come si riproducono le piante? Meglio, come le piante navigano intorno al mondo, come portano la vita su isole sterili, come sono state in grado di crescere in luoghi inaccessibili e inospitali, come riescono a viaggiare attraverso il tempo, come convincono gli animali a farsi trasportare ovunque. Perché le piante non sono affatto immobili. Anzi, si muovono molto. Ma con tempi lunghi. Quel che le piante non possono fare non è muoversi, ma spostarsi. E “nella varietà di modi, procedure e mezzi, si intravede l'azione incessante di questa spinta alla diffusione della vita, che ha portato le piante a colonizzare ogni possibile ambiente della terra”. Un libro curioso.  

Jonathan Safran  Foer, Possiamo salvare il mondo prima di cena, Guanda, € 18

Il clima siamo noi, ci dice lo scrittore americano impegnato a raccontarci la crisi ambientale, documentandola tra storie di famiglia, ricordi personali, dati scientifici, episodi biblici e suggestioni futuristiche. A partire da come ci nutriamo. Perché “mangiare è un atto agricolo”, scriveva in Wendell Berry. Legato alla terra. La catena comincia da qui. E condiziona tutto il processo. Produttivo e alimentare. Se vogliamo salvare il Pianeta dobbiamo partire da come ci alimentiamo. La tesi del libro è che “serve un'azione collettiva per cambiare il nostro modo di mangiare”.

Stefano Micelli, Futuro artigiano, Marsilio, € 18

L'innovazione? È nelle nostre mani. Meglio, nelle mani degli italiani. Nella loro capacitò di lavorare. E di fare artigianato. Che è uno dei tratti distintivi della cultura e dell'economia dell'Italia. E che è un tratto peculiare della riconoscibilità del nostro Paese nel mondo. L'idea di fondo di questo libro è che la competitività del nostro sistema industriale, quindi di un pezzo importante della nostra economia, è intimamente legata a competenze artigiane che sono state in grado di rinnovare il proprio ruolo in grandi e piccole imprese. Un “saper fare” che in pochi sono riusciti a conservare.

Federico Rampini, La seconda guerra fredda. Lo scontro per il nuovo dominio globale, Mondadori, € 20

Forse ci siamo distratti. A trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino ritorna la Guerra Fredda. Il fronte cambia. All'ex Unione Sovietica si sostituisce la Cina. Resta protagonista l'America, che si contrappone al paese di Xi Jinping. La Cina ha subito una metamorfosi notevole: ci ha sorpassati nelle tecnologie più avanzate, punta alla supremazia nell'intelligenza artificiale e nelle innovazioni digitali. All'avanguardia nella modernità, rimane però un regime autoritario. Gli Usa dicono che la Cina va fermata. E chi è in mezzo come l'Europa? Nessuno potrà rimanere neutrale. Ma nessuno è anche attrezzato ad affrontare la tempesta in arrivo…

Miguel Gotor, L' Italia nel Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon, Einaudi, € 22

Libro per un pubblico generalista, largo. Dal carattere divulgativo ma di assoluto rigore scientifico. Prosa chiara e al tempo stesso avvincente sono  tratti distintivi del lavoro. Quasi un romanzo storico, che abbraccia un periodo che va dal 1966 al 1985. Che contempla il confronto storiografico degli ultimi trent'anni ma offre una lettura sintetica e generale di una serie di fenomeni come i movimenti sociali, la violenza politica, la lotta armata, lo stragismo, il terrorismo nazionale e quello internazionale, che hanno ritmato giorni, mesi, anni.   

Gianfranco Pacchioni, L'ultimo sapiens. Viaggio al termine della nostra specie, Il Mulino, 15 €

Titolo ispirato a Celine, il libro è invece un richiamo ai racconti d'invenzione di Primo Levi, e nella fattispecie a Storie naturali del 1966 e Vizio di forma del 1971. Negli ultimi duecento anni la vita è cambiata più di quanto non fosse avvenuto nei precedenti diecimila: nell'agricoltura, nell'industria, nel commercio, nei trasporti, nelle comunicazioni. E negli ultimi tre o quattro decenni, gli sviluppi dell'elettronica, della telematica, delle nanotecnologie, della biotecnologia sono stati impetuosi. A che punto siamo arrivati? L'Autore fa il punto sullo stato dell'arte.

Eugenio Borgna, La follia che è in noi, Einaud, € 12

Dobbiamo farcene una ragione, ma la follia non è qualcosa di estraneo alla vita. È una eventualità umana che è in noi. In ciascuno di noi. Con le sue ombre e con le sue incandescenze emozionali. La tristezza e l'angoscia sono esperienze umane non estranee alla nostra esistenza. La follia come evenienza. Come stato dell'essere, improvviso quanto momentaneo. Anche non duraturo. Un dolore improvviso. Una nostalgia struggente, un emozione straziante, possono innescare il malessere. Fino alle estreme conseguenze. Ma la condizione si può capovolgere, regredire d'improvviso, se mutano le condizioni. Perché la follia non è una malattia.

Alberto De Bernardi, Il Paese dei maccheroni. Storia sociale della pasta, Donzelli, € 32

La storia della pasta è la storia di un cibo identitario, ma aperto al mondo. Che invita a “mangiare italiano”, e al tempo stesso attrae e accetta i condimenti e i sughi dei popoli e delle terre con cui entra in contatto; un cibo dunque che parla a tutti, ma che anche porta il mondo in Italia. L'Autore rivela curiosità e aneddoti di questa vicenda e mette in luce le profonde dinamiche storiche, economiche e culturali di una trasformazione del gusto che è stata anche e soprattutto una trasformazione sociale.

Massimiliano Valerii, La notte di un'epoca, Ponte alle Grazie, € 16

Storia recente e analisi sociologica dell'era del rancore e della società dell'incertezza. L'autore, filosofo e studioso di temi sociali è il direttore generale del Censis, a lui si devono molte delle ‘parole d'ordine' con cui negli ultimi anni l'Istituto fondato da Giuseppe de Rita ha ‘letto' le trasformazioni della società italiana. Valerii cerca una porta d'uscita in questa fase di declino delle aspettative e delle identità politiche e sociali del Paese. Una cura al rancore che provoca sfiducia e disincanto.

Gianni Cuperlo, Un'anima, Donzelli, € 15

Come ridare slancio alla politica? E cosa serve al tempo delle “sardine” che invadono le piazze, che incalzano con domande e aspettative? Cosa necessita, in particolare alla sinistra, oggi per non perdersi? È una domanda epocale. E interroga al tempo stesso natura, identità, idee, prospettive da far ritrovare a un popolo che sembra risultare orfano. Il volume scava nella cronaca e traccia un ipotesi per il dopo. A partire dalla crisi gialloverde di Ferragosto, che ha rimescolato le carte e messo insieme gialli con rossi in inedite alleanze.

Gianpietro Olivetto, La dolce vita di Fraka, All Around, € 19

Arnaldo Fraccaroli , in arte Fraka, come anche si firmava, è stato uno straordinario cronista del Corriere della Sera. Un grande inviato per circa cinquant'anni, rivale di Luigi Barzini, che gli ha scippato più di un incarico, ma a lui pari per maestria. Classe 1882, veronese, è stato un cronista che sapeva fotografare con le parole. Ma anche filosofo, poeta, commediografo, drammaturgo, umorista. Un giornalista prolifico, con migliaia di articoli al suo attivo. Che ha scritto oltre cento romanzi e poi libri di viaggi, novelle, saggi, lavori teatrali, biografie, di cui tre su Puccini, di cui era amico. A lui, l'aver reso celebre la frase: “Meglio vivere un'ora da leone che cento da pecora”.

Luca Villoresi, Purché non manchi la stella. Il presepio in cento parole, Donzelli, € 18

Per molti anni inviato di punta su casi di cronaca e d'attualità che hanno fatto la storia d'Italia, in primis quelli relativi al terrorismo degli anni Settanta, l'Autore ha costruito questo libro come l'inchiesta di un cronista su uno dei riti più diffusi del mondo che ricapitola, voce per voce – da Abacuc a Zingara–  tutte le storie, i simboli e i personaggi che compongono il presepe. Stalla o caverna? Di sughero o di carta pesta? Chi mettere nel presepe? È un simbolo religioso o c'è posto anche per la laicità? Nell'anno in cui Papa Francesco invita tutti a tenere alta la tradizione e la cultura del presepe.

  • Quali azioni ci espongono di più al contagio da coronavirus
    Notizie
    AGI

    Quali azioni ci espongono di più al contagio da coronavirus

    La Texas Medical Association ha redatto una lista di azioni assegnando a ognuna di esse un punteggio per classificarle in base alla pericolosità di contagio da COVID-19.Partendo da quelle meno pericolose, aprire la posta è un'azione che si può compiere con la massima serenità, un punto in più in termini di gravità per il fare benzina, giocare a tennis, ordinare cibo take away o andare in campeggio.Lontane dalla zona rossa anche altre azioni che siamo abituati a svolgere nel quotidiano come fare la spesa o passeggiare e correre all'aperto. Sono considerate ancora azioni “moderatamente basse” alloggiare in hotel per due notti, sedere in sala d'attesa dal medico, andare in biblioteca o al museo, mangiare in un ristorante all'aperto o camminare in un luogo affollato.La linea si tinge di giallo quando parliamo di cenare a casa di altre persone, andare in spiaggia e fare acquisti in un centro commerciale. Lavorare in ufficio è un'attività una tacca più pericolosa, così come la scuola per i figli e nuotare in una piscina pubblica.La situazione si fa più seria quando si tratta di andare dal barbiere o dal parrucchiere, così come cenare fuori al chiuso, partecipare a matrimoni o funerali, viaggiare in aereo, praticare sport di contatto come calcio o basket e salutare con strette di mano e abbracci i propri amici.Attenzione ai massimi livelli quando andiamo in palestra, al cinema o al teatro; attenti anche ai grandi concerti, quando ricominceranno, è chiaro, allo stadio, attività ancora negata, e a cerimonie con oltre 500 partecipanti; insomma, tutte quelle attività che prevedono un assembramento eccessivo. Anche mangiare e frequentare nei bar è considerata attività particolarmente a rischio.

  • L'attore ha svelato i motivi della rottura con la sua compagna
    Spettacolo
    notizie.it

    L'attore ha svelato i motivi della rottura con la sua compagna

    Massimo Boldi e Irene Fornaciari si sono lasciati. Le parole dell'attore.

  • Pensa di morire per il morso di un serpente: fugge a velocità elevatissima
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    notizie.it

    Pensa di morire per il morso di un serpente: fugge a velocità elevatissima

    Convinto di essere stato morso da un serpente velenoso e di morire di lì a poco, un ragazzo ha viaggiato a 123 km/h in autostrada.

  • Coronavirus, a Pechino secondo giorno senza nuovi casi
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    Adnkronos

    Coronavirus, a Pechino secondo giorno senza nuovi casi

    Per il secondo giorno consecutivo Pechino non ha registrato nuovi casi di trasmissione locale di Covid-19. Lo hanno comunicato le autorità sanitarie cinesi, a quasi un mese dall'allarme scattato per un nuovo focolaio di coronavirus nella capitale cinese. Il bollettino resta così fermo a 335 contagi dall'11 giugno. La Commissione sanitaria della città ha indicato inoltre che non si sono registrati nuovi casi di soggetti asintomatici, mentre 13 persone sono state dimesse dall'ospedale.

  • Se il coronavirus permane nell'aria e non solo nelle "goccioline" (l'opinione di Massimo Galli)
    Salute
    Askanews

    Se il coronavirus permane nell'aria e non solo nelle "goccioline" (l'opinione di Massimo Galli)

    Cosa ne pensa l'infettivologo, in attesa dell'Oms. Perch cambierebbe tutto

  • Scarpe Lidl da 13 euro a ruba: rivendute online anche a 100 euro
    Notizie
    Yahoo Notizie

    Scarpe Lidl da 13 euro a ruba: rivendute online anche a 100 euro

    Il prezzo competitivo e la decisione dell'azienda di non rimettere in commercio l'articolo, ha fatto sì che ci fosse una corsa alle sneakers

  • Belen smentisce il tradimento del marito con Alessia
    Spettacolo
    notizie.it

    Belen smentisce il tradimento del marito con Alessia

    Con una recente Storia su Instagram, Belen Rodriguez ha difeso la collega Alessia Marcuzzi dalle accuse di tradimento con il marito Stefano

  • 'Rai1 gay', 'ipocrita': scintille Adinolfi-Diaco
    Spettacolo
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    'Rai1 gay', 'ipocrita': scintille Adinolfi-Diaco

    "Ho attaccato Pierluigi sul tema omosessualizzazione di Rai1: pensa che colpo (e che ascolti) per un dialogo tra me e lui a 'Io e te'. La scusa potrebbe essere l'uscita il 1 luglio del mio ultimo libro 'Il grido dei penultimi'. Non ho intenzione di essere aggressivo. Pensaci, sarebbe puntata storica e se avete fatto mezz'ora con Luxuria, si può fare mezz'ora anche con chi ha idee alternative a Luxuria". E' lo screenshot del messaggio inviato da Mario Adinolfi al coautore di 'Io e te', il programma di Rai1 condotto da Pierluigi Diaco che proprio Diaco ha deciso di pubblicare su Twitter per smascherare "l'ipocrisia" del leader del Popolo della Famiglia Adinolfi. Una decisione, quella del conduttore di 'Io e te', arrivata dopo le dichiarazioni pubbliche fatte in questi giorni da Adinolfi sulla omosessualizzazione di Rai1, resa evidente, a suo parere, dalla decisione della rete di togliere Lorella Cuccarini da La Vita in diretta e dalla scelta di conduttori omosessuali nel palinsesto della rete ammiraglia tra cui appunto Diaco di cui il leader del Popolo della Famiglia fa il nome assieme a quello di altri. "Ecco l’ipocrisia con la I maiuscola. Mario Adinolfi scrive al coautore di 'Io e te' Maurizio Gianotti per auto invitarsi in trasmissione a promuovere il suo libro. Dopo aver scritto peste e corna su di me. Faccia da...", scrive Pierluigi Diaco per spiegare lo screenshot.  Un tweet a cui Diaco aggiunge una ulteriore spiegazione poco dopo: "Per amore di verità. Il mio autore mi ha girato come sempre i messaggi in cui molti si auto invitano, detrattori e non. Tra questi c’era anche quello di Mario Adinolfi. Ho risposto al mio autore 'no, grazie'. Poi ho avuto un’idea: dimostrare il tasso di ipocrisia imperante". Immediato il commento di Luxuria su twitter: "La conferma che certe persone usano l’omofobia in maniera strumentale e opportunista per i propri comodi e interessi". Non manca a stretto giro la replica di Adinolfi: "Per la precisione, dopo aver visto i 35 minuti garantiti da Diaco a lei onorevole e i 20 assicurati a la Vita in Diretta per la propaganda al ddl Zan, la chiamerei verifica dell’esistenza di una lobby che domina Rai1. Violenta, che si copre l’uno con l’altro. Omofobia non ne vedo". "Le consiglierei dopo questa figuraccia di osservare una giornata di silenzio", gli ribatte Luxuria. Un suggerimento che infastidisce Adinolfi: "Guardate, il tentativo di silenziamento nei miei confronti lo tentate da tempo e in mille modi. Adesso vi siete ridotti a montare la panna utilizzando lo screenshot di un messaggio privato ad un autore Rai mio amico. State solo dimostrando di quali bassezze violente siete capaci". Chiude il cerchio il cinguettio sarcastico di Luxuria: "Quello che mi diverte è l’ego smisurato di chi pensa di alzare gli ascolti con la sua presenza: presuntuoso e ridicolo".

  • Renzi: "Basta populismo, cacciare Benetton è impossibile"
    Politica
    Adnkronos

    Renzi: "Basta populismo, cacciare Benetton è impossibile"

    "Sono entusiasta che ci abbiano dato ragione sullo sblocco dei cantieri dopo averci insultato per mesi, ma ora i risultati si devono vedere. Lo stesso vale per Autostrade: è il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Dopo due anni non si può continuare ad urlare 'revocheremo' o 'cacceremo i Benetton'. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci". Lo dice Matteo Renzi a La Stampa.  "Tutti sapevano che la gestione sarebbe andata ad Autostrade: era già previsto all'inizio del percorso. Ma ora basta con la politica dei rinvii. Non puoi dire 'revoco', lasciando aperta così a lungo la questione. In un senso o nell'altro le decisioni vanno assunte. Perché altrimenti rischiamo una doppia beffa: il ponte è ricostruito e il dossier resta aperto. E l'eventuale revoca si trasforma in un regalo per la proprietà". Renzi, lei è diventato il miglior alleato di Conte per paura delle elezioni anticipate? "Siamo alle solite esagerazioni. Non siamo alleati supini del premier, né abbiamo paura delle urne. Il 21 settembre, con le elezioni regionali, molti se ne renderanno conto. Nelle vittorie del centrosinistra, Italia Viva sarà determinante. Faccio un ragionamento sul Paese: se andassimo a elezioni prima della scadenza del Quirinale, faremmo un gigantesco autogol e un regalo ai sovranisti. Dobbiamo eleggere un presidente della Repubblica europeista e anti-sovranista". Si parla tanto di riforma elettorale ma tanto finirà sul binario morto ad agosto? "Trovo allucinante che si insista a parlare di legge elettorale in questo momento".

  • Durante una lite ha lanciato il cagnolino dal quarto piano: deferita 44enne
    Salute
    notizie.it

    Durante una lite ha lanciato il cagnolino dal quarto piano: deferita 44enne

    Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri la donna ha gettato il cane dalla finestra al culmine di una lite con il compagno.

  • Notizie
    AGI

    Mezzo milione di fedeli in fuga, cosa succede alla Chiesa in Germania?

    AGI- Abbandonare la Chiesa è facile facile in Germania. Basta compilare l'apposito formulario, pagare una piccola somma per la conseguente procedura burocratica e firmare: il gioco è fatto. Il piccolo dettaglio che sta gettando nel panico le massime autorità religiose del Paese è che nel corso degli ultimi dodici mesi l'hanno fatto oltre 540 mila tedeschi, equamente suddivisi tra la chiesa cattolica e quella evangelica, ossia un'emorragia di circa 270 mila fedeli cadauna.Mezzo milione di "fuoriusciti", mezzo milione di persone che non solo decidono di allontanarsi dalla vita religiosa del Paese, ma sentono l'impellenza di registrarlo ufficialmente, con tutti i crismi: è l'equivalente della popolazione di una grande città come Hannover o Dresda, calcola Tilmann Kleinjung sull'emittente Br. Che aggiunge: "Non bisogna essere dei profeti per capire che nel giro di pochi anni i cristiani in Germania saranno una minoranza".Un "esodo di massa", lo chiama il giornalista tedesco, uno dei maggiori esperti di cose religiose nella patria di Goethe e di Beethoven. È un allarme rumoroso, che attraverso diagonalmente tutto il Paese, che modifica l'idea che la Germania ha di se stessa."Deploro ogni singola uscita", dice il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, Thomas Sternberg, all'agenzia di stampa cattolica Kna. La sua diagnosi è spietata: "Le persone voltano le spalle alla Chiesa, alla quale hanno appartenuto per tanti anni, perché sono arrabbiati per l'accumulo di riforme mancate e perché non si fidano più di lei".Lo scenario che fornisce il vescovo di Wuerzburg, Franz Jung, è più largo: "C'è una crescente polarizzazione della società, nella quale la comunicazione diventa sempre più greve", con il risultato che un confronto reale "è sempre piu' difficile", dato che "invece di soluzioni differenziate si preferiscono spiegazioni semplici, prediligendo immagini nemiche e teorie cospirazioniste".La Chiesa, invece, dovrebbe occuparsi di più dei bisogni reali sul territorio, e "prendere atto della disperazione del mondo", che per quanto riguarda la Chiesa equivale a dire che vi sono state lacune sinanche nell'affrontare "il tema degli abusi". Cosa succede in GermaniaKleinjung spiega che ormai "neanche a Natale le persone vanno più in chiesa, e quando ricevono lo stipendio si chiedono: perché sono ancora membro? Che le chiese attraverso gli scandali degli abusi e finanziari del passato abbiano danneggiato a lungo termine la propria immagine ovviamente rende a molti più facile la decisione di andarsene".Dunque urge un deciso cambio di passo, ammette il presidente del consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), Heinrich Bedford-Strohm, parlando con il domenicale della Bild: "Non possiamo aspettare che le persone tornino nelle nostre chiese e nelle nostre comunità. Dobbiamo andare fuori noi, là dove si svolge la quotidianità delle persone. La Chiesa deve allargare le braccia, essere sul posto quando scatta l'emergenza, dobbiamo immischiarci, protestare e aiutare concretamente, se i profughi affogano nel Mediterraneo e tutti stanno solo li' a guardare".Dati alla mano, le prospettive sono fosche per i cristiani in Germania: l'economista Bernd Raffelhueschen ha calcolato che entro il 2060 solo un quarto degli abitanti della Germania faranno parte di una delle due chiese. Oggi la maggior parte lascia ufficialmente la propria confessione intorno ai trent'anni, come conferma anche la teologa evangelica Isolde Karle, in particolare al giro di boa della prima dichiarazione dei redditi: secondo lei, i giovani tendono venire meno alla socializzazione religiosa, e pertanto "escono quando non capiscono più perché mai dovrebbero finanziare la Chiesa".Facile immaginare che il coronavirus porterà presto una nuova mazzata: "Durante la pandemia le Chiese non sono state abbastanza visibili", afferma ancora la teologa. E se, d'altra parte, prevarrà il "business as usual", il rischio è che la chiesa cristiana si riduca ad essere "una setta", incalza Kleinjung, "una comunità composta solo da persone già convinte".In termini simili si esprime il cardinale Reinhard Marx, che fino allo scorso marzo era presidente della Conferenza episcopale tedesca: "È importante che torniamo ad imparare, non solo dai propri testi, dalla propria tradizione, ma anche dalla storia dell'uomo, dai movimenti per la liberazione, così come dalle scoperte scientifiche", ha spiegato al Deutschlandfunk. "Per qualcuno ancora oggi è strano che anche la Chiesa debba ancora imparare qualcosa". Una sfida enorme, forse esistenziale.

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    Omicidio Cerciello: Elder: "Mi hanno pestato. Imparare l'italiano? Lo odio"

    "Mi hanno menato di brutto [...] alla stazione e mi hanno detto che mi avrebbero dato quarant'anni se non gli davo la password del mio telefono, e quindi, non so se (in qualche modo hanno trovato/hanno fatto in modo di trovare) foto qualcosa contro di me lì dentro".Questo quanto afferma Finnegan Elder Lee parlando con il padre e il suo legale americano il 2 agosto scorso nel carcere di Regina Coeli, a Roma. L'intercettazione, tradotta dall'inglese, è stata oggetto di perizia su disposizione della Corte d'Assise dove si sta svolgendo il processo per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello, avvenuto il 26 luglio del 2019."Mi hanno buttato a terra, mi hanno dato calci - si legge nella intercettazione - pugni, mi sono saliti sopra, mi hanno sputato addosso". "Non voglio imparare l'italiano, sono così stanco di sentire l'italiano, lo odio, se mai tornerò negli Stati Uniti, e la gente mi fa 'ooh la cultura italiana, la lingua italiana, che bellezza' io dirò (quella merda?) è disgustoso, fa schifo non voglio mai più sentire l'italiano, mai più. Ok (segue parola inudibile). È tutto quello che sento, tutto il giorno. Cazzate".Ha poi detto Elder Lee parlando con il padre e il suo legale americano il 2 agosto scorso nel carcere di Regina Coeli.

  • L’inchiesta: il Covid-19 potrebbe esistere dal 2012
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    L’inchiesta: il Covid-19 potrebbe esistere dal 2012

    Il coronavirus potrebbe essere nato in una miniera cinese abbandonata e popolata da pipistrelli nel 2012. È quanto sostiene un’indagine del Sunday Times.

  • Il conduttore è stato querelato dal giudice
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    Il conduttore è stato querelato dal giudice

    Nicola Porro e Rete 4 sono stati querelati dal giudice Antonio Esposito.

  • Autostrade, Salvini vs Toninelli: "Dice il falso"
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    Autostrade, Salvini vs Toninelli: "Dice il falso"

    "E' falso quello che dice Toninelli. Io non mi sono mai opposto. Ho sempre detto: se ci sono gli estremi si revoca, se non ci sono gli estremi si proroga. Sono loro che da due anni non decidono cosa fare". Lo dice Matteo Salvini a Radio Anch'io commentando il parere della Consulta in merito alla revoca delle concessioni ad Autostrade.  E sui dl Sicurezza, il leghista attacca: "Aver fatto triplicare gli sbarchi non è una cosa intelligente in un momento di crisi economica. Servirebbe più rigore, più sicurezza e più certezza. Se questo governo smonta i decreti sicurezza non farà un dispetto a me, ma all’Italia". "Quando andremo da Conte? La prossima settimana quando ci mettono in mano i documenti per andare a un riunione... i problemi degli italiani non sono gli inviti di Conte o il taglio dei capelli di Conte. Sono i soldi - spiega ancora il numero uno del Carroccio - che non ci sono, è il taglio delle tasse annunciato da Conte che ancora non c'è".  E sul governo, "Berlusconi potrebbe entrare nella maggioranza secondo Prodi? E' una non notizia, Berlusconi l'ho sentito ieri e non ha nessuna intenzione di entrare al governo. Commentare non notizie è una perdita di tempo".

  • Il conduttore torna a parlare della collega, in modo molto particolare
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    Il conduttore torna a parlare della collega, in modo molto particolare

    Giancarlo Magalli lancia una nuova frecciata ad Adriana Volpe.

  • Uccise giovane bracciante, estradato dopo 20 anni latitante albanese
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    Uccise giovane bracciante, estradato dopo 20 anni latitante albanese

    E’ rientrato stamattina in Italia, scortato da personale dello Scip - Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, il 47enne albanese Luan Vrapi, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Foggia nel 1999 per omicidio volontario e lesioni personali aggravate. L’ex latitante, rintracciato grazie alla frequente e consolidata collaborazione tra la polizia albanese e l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza italiano operativo a Tirana, e grazie al lavoro della Divisione Interpol dello SCIP, è un personaggio noto alle cronache italiane, poiché è accusato, in concorso con altri, dell’omicidio del giovane bracciante di 22 anni, Hyso Telharaj, avvenuto nel settembre 1999 nelle campagne di Foggia. ll nome di Hyso è diventato un simbolo della ribellione contro l’odiosa piaga del caporalato, ma anche di riscatto e rinascita, ricordato spesso dall’Associazione Libera che per il ventennale della morte, a settembre 2019, ha promosso tre giorni di memoria e impegno dal titolo “Il dolce sorriso di Hyso Telharaj” . Era venuto in Italia per cercare lavoro e l’aveva trovato come bracciante agricolo per la raccolta dei frutti della terra della Capitanata. Non è stato ucciso dalla malattia o piegato dalla fatica come accade spesso, ma assassinato dai caporali perché non aveva ceduto al loro ricatto e non aveva pagato al loro il pizzo. Dell’omicidio e della storia di Hyso ha parlato anche Don Ciotti lo scorso 15 novembre 2019, nella sua visita a Tirana insieme al Procuratore Nazionale Antimafia, portandolo come esempio di dignità, coraggio e della ribellione ad ogni forma di criminalità organizzata. Luan Vrapi, dopo lo sbarco a Fiumicino e le notifiche degli atti da parte della Polizia di Frontiera Aerea dello scalo romano, verrà consegnato al personale della Polizia Penitenziaria di Bari per essere condotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria pugliese.

  • Lamorgese: concreto il rischio di rabbia sociale in autunno
    Politica
    Askanews

    Lamorgese: concreto il rischio di rabbia sociale in autunno

    "No a violenze contro forze di polizia, vanno ringraziate"

  • Usa, ragazza di 17 anni morta per aver contratto volontariamente il Sars-CoV-2
    Stile di vita
    notizie.it

    Usa, ragazza di 17 anni morta per aver contratto volontariamente il Sars-CoV-2

    Una ragazza di 17 anni è morta negli Usa dopo che la madre no vax l'aveva portata a un Covid party per contrarre volontariamente il coronavius.

  • Finora sono 60 i morti
    Scienza
    notizie.it

    Finora sono 60 i morti

    Continuano le piogge torrenziali in Giappone: isolate migliaia di case.

  • A bordo della Sea Watch 3 rischi anche per i migranti soccorsi. La Guardia Costiera la ferma
    Politica
    AGI

    A bordo della Sea Watch 3 rischi anche per i migranti soccorsi. La Guardia Costiera la ferma

    La nave Sea Watch 3 non potrà lasciare l'attracco di Porto Empedocle. Almeno non fino a quando l'armatore - e, se sarà necessario, la Germania, Paese dove ha sede l'ong - non avranno risolto le irregolarità trovate sulla nave. Quando sono saliti a bordo, gli uomini della Guardia Costiera sapevano dove cercare: la Sea Watch 3 era rimasta in mare per giorni, da quando aveva soccorso 211 persone (28 delle quali sarebbero poi risultate positive al Covid-19) di fatto fuori da ogni controllo delle autorità nazionali.Nel braccio di ferro che da anni ormai oppone l'ong tedesca ai governi italiani, gli uomini e le donne della Sea Watch hanno cercato di non farsi cogliere in fallo soprattutto in epoca di pandemia. Quando, trasferiti i migranti sulla nave-quarantena 'Moby Zazà', è stato loro notificato l'obbligo di mantenere l'isolamento per due settimane, hanno protestato di aver sempre adottato un rigido protocollo anti-contagio in tutte le fasi della missione.Ma non era l'uso di tute di biocontenimento durante il salvataggio o il continuo monitoraggio delle condizioni dei migranti a essere in discussione, quanto piuttosto il rispetto delle regole nel momento stesso in cui la missione aveva avuto inizio, in un momento particolarmente delicato per il Paese, esposto tra una timida riapertura e la minaccia di nuovi lockdown. Un esempio per tutti gli episodi di contagio legati a cittadini della comunità bengalese a Roma, casi che si sono ripetuti e che hanno portato alla decisione di sospendere per una settimana tutti i voli provenienti da Dacca. E quelle regole, ha rilevato la Guardia Costiera, non erano state rispettate, tanto in materia di sicurezza della navigazione che di protezione dell'ambiente e tutela del personale navigante, ma anche dei migranti stessi. E così è stato deciso lo stop per la Sea Watch 3: fermo amministrativo fino alla rettifica delle irregolarità che, è stato rilevato, comprometterebbero non solo la sicurezza della nave e dell'equipaggio, ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate durante i soccorsi.I 169 migranti salvati in acque internazionali erano stati trasferiti sulla Moby Zazà. Quelli risultati negativi al coronavirus sono stati poi sbarcati a Porto Empedocle, mentre a bordo della nave quarantena, sono rimasti, sulla zona rossa del ponte 7, coloro che erano risultati positivi: una trentina di persone.

  • Politica
    AGI

    Per Salvini, "serve una pace fiscale, azzerare i debiti del passato"

    AGI - "Non occorre solo un taglio delle tasse ma un azzeramento dei debiti del passato. Pace fiscale totale. Saldo e stralcio". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a Rtl 102.5.I dati sul Pil "chiedono coraggio". "Occorre azzerare il codice degli appalti per almeno cinque anni, non per un anno, per dare ossigeno ai sindaci e alle imprese". Quanto al bonus vacanze, il leader della Lega ha osservato che "la Francia ha messo sul turismo 18 miliardi, l'Italia si è fermata a tre. Il bonus vacanze, citando Fantozzi, è una boiata pazzesca. Servono soldi a fondo perduto, come fanno gli altri paesi. Occorre copiare gli altri Paesi europei". Il ministro Azzolina? "Abbiamo un ministro dell'Istruzione evidentemente non all'altezza. Siamo a luglio e ancora non sappiamo quando riaprono le scuole, con quanti bimbi per classe e quanto durano le ore. Il ministro Azzolina si prenda delle responsabilità". Infine, osserva Salvini, l'incarico di commissario per la scuola a Domenico Arcuri "serve per dargli un'altra poltrona, evidentemente. Uno che ha fallito perche' non ha distribuito le mascherine nei tempi dovuti adesso dovrebbe garantire la riapertura delle scuole nei tempi dovuti? .