Verì: nessun taglio lineare a spesa farmaceutica in Abruzzo

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L'Aquila, 18 lug. (askanews) - "Non c'è nessun taglio lineare alla spesa farmaceutica in Abruzzo, introdotto dalla delibera approvata dalla giunta regionale lo scorso 6 maggio: proprio perché al momento del mio insediamento ero consapevole che la nostra Regione era maglia nera in Italia, ho chiesto di prevedere strumenti e modelli di governo clinico che consentiranno alla Regione di rientrare almeno in quelli che sono i livelli medi nazionali, dai quali ci siamo allontanati pericolosamente negli ultimi anni". L'assessore alla Salute, della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, interviene così sulle reazioni legate al provvedimento di giunta sul contenimento della spesa farmaceutica.

Lo scorso 11 aprile, l'Aifa ('Agenzia Italiana del Farmaco) ha pubblicato il Report sul monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale dell'intero anno 2018. Dai dati emergono, ha sottolineato l'assessore dell'Abruzzo, una serie di criticità: in Abruzzo il numero di ricette pro-capite è nettamente al di sopra della media nazionale, attestandosi all'11.3 per cento (a fronte della media nazionale del 9.5 e del 7.0 del Veneto); la spesa netta pro-capite è pari a 195.3 euro (contro una media nazionale di 167.7 euro e di 127.7 euro dell'Emilia Romagna); la spesa farmaceutica convenzionata in Abruzzo è pari all'8.55 per cento a fronte del tetto assegnato del 7.96, con uno scostamento in valore assoluto di oltre 14 milioni e 600mila euro, che la collocano al primo posto a livello nazionale; la spesa farmaceutica convenzionata e per acquisti diretti nel periodo gennaio-dicembre 2018 vedono l'Abruzzo al 18.47 per cento a fronte del tetto assegnato del 14.85, con uno scostamento complessivo di quasi 90 milioni di euro.

"Partendo da questi dati molto preoccupanti - aggiunge l'assessore - ho voluto e dovuto fornire i primi obiettivi di contenimento. Con la delibera 230 del 6 maggio scorso abbiamo quindi tracciato una prima linea di obiettivi per il contenimento della spesa con una diminuzione, in 3 anni, pari a 40 milioni di euro, vale a dire meno della metà dello sforamento complessivo dai tetti ministeriali osservati nell'anno 2018, fornendo opportuni strumenti per contrastare l'inappropriatezza prescrittiva, qualitativa e quantitativa. Gli obiettivi fissati, nella maggior parte dei casi, non comportano una riduzione della quantità di farmaci prescritti ma, a parità di efficacia, la scelta da parte del medico prescrittore di farmaci meno costosi. Ai nostri cittadini, dunque, sarà garantita - conclude Varì - la stessa assistenza che hanno ricevuto finora'.