Verdone al Torino Film Festival: vorrei realizzare una serie tv

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Torino, 25 nov. (askanews) - Pensa a una serie tv da realizzare tra due anni. E' Carlo Verdone, il Guest director di quest'anno al Torino Film Festival. "Aspetto che torni Aurelio De Laurentiis da Los Angeles, per annunciarlo. Non è una cosa che posso ancora dare per certa, ma il progetto ha suscitato interesse", mette le mani avanti Verdone. "Molti miei colleghi criticano le serie e secondo me fanno male. Siamo davanti ad un cambiamento di paradigma, come quando il cinema passò dal muto al sonoro", ha aggiunto.

A fine febbraio 2020 approderà nei cinema il suo nuovo film, "Si vive una volta sola", ma a Torino Verdone è arrivato per presentare i suoi film che gli hanno cambiato la vita.

Di sicuro a cambiargli la vita però da giovane esordiente fu Torino e la televisione. Arrivato alla sede Rai di Torino, dove si svolge la sua conferenza stampa è lui stesso a ricordarlo. "Professionalmente sono nato proprio qui, dove si registrava 'Non Stop' di Enzo Trapani. Avevo molti dubbi su quella mia trasferta torinese, l'avevo vissuta come un tentativo", ha raccontato Verdone. E invece lo nota Enzo Trapani, che lo incoraggia a scrivere altri personaggi. "Mi chiama e mi dice: 'lo sai che funzioni davvero? '.

Finì che dopo sei mesi, Bruno Gambarotta, uno dei capi struttura Rai, gli consigliò di non comprarsi la 127 con i primi risparmi avuti dalla trasmissione. "Vedrà un giorno tornera' qui con tanto di autista", gli disse all'epoca Gambarotta. E quel giorno si è materializzato oggi. "Una cosa che mi ha riempito di tenerezza", ha detto il regista, rivelando di non essersi maii sentito "arrivato". "Ancora adesso quando devo iniziare le riprese di un film, mica dormo le due notti precedenti", ammette Verdone.

Cinque i titoli scelti da Verdone per il festival: Viale del tramonto di Billy Wilder (1950), Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer; Divorzio all'italiana (1961) di Pietro Germi; Oltre il giardino di Hal Ashby (1979) e Buon compleanno Mr. Grape (1993) di Lasse Hallstroem.

In maggioranza provengono dalle sue frequentazioni assidue dei cineclub negli anni Settanta, quando comprò una cinepresa Super8 da Isabella Rossellini. Quello fu il suo inizio da regista. Tre film che lui stesso ha definito "crepuscolari e un po' psichedelici". Tre mediometraggi andati perduti, di cui uno vinse persino un premio a Tokyo.