Verdone: "Grande dolore per Watts, parte dei miei anni migliori"

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"Ogni volta che se ne va un grande musicista che ha fatto parte della mia giovinezza, dei miei anni migliori, per me è un dolore enorme. Mi dà il senso della vita che sta scorrendo veloce". E' quanto ha dichiarato il regista Carlo Verdone, commentando con l'Adnkronos la scomparsa del batterista dei Rolling Stones Charlie Watts. "Non ho mai avuto occasione di conoscerlo personalmente, come altri, ma lo stimavo molto. Passava sottotraccia, come Ringo Starr, non erano ritenuti dei batteristi straordinari, invece lo erano". "Come Ringo Starr, Charlie Watts era una batterista 'pulito', aveva un'eleganza enorme nel tenere il tempo. Lo faceva in modo meraviglioso, con grande classe e raffinatezza, senza mai strafare, senza mai esagerare rispettando al contempo le composizioni degli altri - ha aggiunto Verdone- Charlie Watts era un grande signore, molto distinto, una bravissima persona. Un mio amico mi raccontava che era fedelissimo alla moglie. Dopo i concerti chiedeva di essere portato sempre in albergo per poterla chiamare. Era innamoratissimo, è sempre stato sposato con la stessa donna, l'adorava".

Carlo Verdone, fine conoscitore dell'universo musicale, ha poi ricordato: "suonava la batteria mettendo la bacchetta orizzontale, non verticale, tipico di coloro che amano il jazz. Infatti Charlie veniva da una band che suonava un po' di jazz, un po' di blues, un po' di rock. Keith Richards diceva di lui: 'senza Charlie Watts io non posso suonare. Come mi dà il tempo lui, non me lo dà nessuno'".

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