Verini: giusto aprirsi a società civile in Umbria, era già deciso

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Roma, 24 set. (askanews) - "Da mesi avevamo collocato il nostro partito sulla linea di un'alleanza civico-sociale. Già a giugno avevamo detto che non avevamo la volontà di esprimere un candidato di partito, perché riteniamo giusta un'apertura alla società in una regione in cui il mio partito è stato investito da una questione morale grave. Abbiamo chiesto scusa e deciso di cambiare pagina dando questo segnale. E poi c'è stato il fatto nuovo a livello nazionale, la formazione del governo giallorosso. Salvini ha detto: ci prenderemo l'Umbria e sarà il primo test contro il governo. Non si può usare l'Umbria come una clava contro il governo. Allora abbiamo valutato col M5s se era possibile allargare questo patto civico e il M5s ha accettato". Valter Verini, coordinatore del Pd in Umbria ricostruisce così - a Radio Cusano Campus - la genesi dell'accordo con i Cinque Stelle nella regione del Centro Italia che tra poco andrà al voto. E dunque "non c'è un automatismo di alleanza a livello regionale tra Pd e M5s. Se si è d'accordo sulle cose da fare, lo si deve essere regione per regione, non si può esportare un modello dell'alto perché non funzionerebbe".

Quanto alla ricerca del candidato presidente, "non è vero che abbiamo avuto tanti rifiuti. Molte figure si sono dette contente del fatto che la politica chiedesse alla società una mano, solo che spesso si tratta di personalità che hanno una loro vita professionale. Se solo qualche mese fa sia il Pd sia il M5s fossero andate all'epoca a bussare alla porta della società, credo che molte porte non si sarebbero neppure aperte. Invece ora abbiamo toccato con mano un grandissimo interesse, una grande voglia di protagonismo. Gli umbri ci conoscono e sanno che anche con i nostri limiti, il centrosinistra ha saputo rialzarsi e guardare avanti".

Sul rapporto con i nuovi alleati, "penso che in politica non ci debbano essere nemici, ma avversari. Questo vale per tutti, per questo io sono preoccupato per i germi di odio e intolleranza che Salvini ha diffuso. M5s e Pd sono stati avversari anche pesantemente. Certe cose che vedo nelle loro modalità interne non mi piacciono, tuttavia anche alcune modalità della politica tradizionale credo che non piacciano al M5s e neanche gli elettori. Però io penso ci sia bisogno di cambiare in meglio la politica e le forze politiche. Dialogando sui problemi, l'abitudine a governare insieme può portare dei benefici ad entrambi".

Infine, i rapporti con Italia Viva in Umbria: "L'appoggio a Bianconi non è in discussione, su questo c'è assoluta solidarietà. La scissione è avvenuta in un momento in cui il Pd avvia un'importante esperienza di governo a livello nazionale. Tuttavia, le decisioni sul profilo politico che abbiamo dato al partito le abbiamo condivise fino a giugno e non esiste che adesso vengano rimesse in discussione".