Veronafiere, timori per nuovi dazi Usa fanno balzare export -2-

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Roma, 8 ott. (askanews) - Estendendo l'analisi al periodo gennaio-agosto 2019, le importazioni di formaggi da parte degli Stati Uniti sono cresciute del 2,7% in quantità e del 4% in valore (su base tendenziale), grazie a un prezzo unitario medio che è salito dell'1,3%, portandosi a 7,37 dollari al chilogrammo. Nei primi otto mesi dell'anno l'export italiano di formaggi è cresciuto del 25,1% rispetto allo stesso periodo del 2018, molto di più rispetto alla crescita europea (+4,6%), secondo i dati elaborati da Clal su fonte Usda (Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti). E se l'Ue-28 rappresenta il 77% di tutto l'import di formaggi sul territorio americano, l'Italia da sola rappresenta un market share del 23 per cento. Secondo Clal, l'import di prodotti lattiero caseari fra gennaio e agosto 2019 è cresciuto, complessivamente, dell'8,2% in quantità e dell'8,6% in valore rispetto allo stesso periodo del 2018. Il made in Italy ha un grande valore aggiunto e si conferma un brand in grado di conquistare i consumatori americani, grazie alla qualità, al nome e alla fama della dieta mediterranea, che rappresentano nell'insieme un valore aggiunto riconosciuto.

Giù l'export dagli Usa. Non fa bene la guerra commerciale annunciata da Washington per il settore lattiero caseario a stelle e strisce. Ad agosto le esportazioni hanno perso il 13,2% in quantità rispetto allo stesso mese del 2018. Non sorride il cumulato gennaio-agosto 2019, con l'export americano giù dell'11,3% in volume, mentre in valore segna un lieve incremento del 2,5 per cento.