Veronese di 21 anni ricoverato in terapia intensiva dopo una vacanza in Spagna

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21enne terapia intensiva Barcellona
21enne terapia intensiva Barcellona

Dopo il Regno Unito, la Spagna deve affrontare una brusca risalita dei contagi. La Catalogna, dove è già scattato il coprifuoco, è tra le Regioni più colpite dalla nuova ondata del virurs. I contagi registrati in Catalogna sono il doppio rispetto alla media spagnola. Nella Regione, infatti, si contano oltre mille casi per 100mila abitanti. Colpito dall’emergenza sanitaria che sta interessando la Spagna anche un 21enne veneto, risultato positivo al Covid e ora ricoverato in terapia intensiva a Verona dopo essere rientrato da un soggiorno a Barcellona. Lo rende noto il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ai suoi cittadini raccomanda prudenza e ribadisce l’importanza della vaccinazione.

21enne ricoverato in terapia intensiva dopo un viaggio a Barcellona

Un ragazzo di 21 anni ancora non vaccinato è stato ricoverato all’ospedale di Verona, dove ora è in terapia intensiva. Rientrato dal suo viaggio in Spagna, il giovane è risultato positivo al virus. Lo ha comunicato Luca Zaia in un’intervista a ReteVeneta.

Il ragazzo aveva trascorso qualche giorno in vacanza a Barcellona e una volta rientrato in Italia ha eseguito un tampone, che sfortunatamente ha dato esito positivo. Nell’arco di pochi giorni le sue condizioni di salute sono peggiorate ed è stato necessario condurlo in rianimazione.

21enne in terapia intensiva dopo una vacanza a Barcellona: le parole di Zaia

Commentando l’accaduto, Luca Zaia ha dichiarato: Non abbassiamo la guardia. Non posso vedere quegli assembramenti che vedo e che sembrano la festa della Liberazione. Ho l’obbligo morale di dire le cose come stanno. Tutti i ricoverati delle ultime ore, anche i cinquantenni, sono non vaccinati: questa è la realtà”.

Per evitare un’ulteriore diffusione del virus nella sua Regione, Zaia ha firmato un’ordinanza che stabilisce misure di sicurezza negli aeroporti veneti. “È un’attività prudenziale che riguarda in particolar modo alcuni Paesi europei per i quali l’Ecdc (European centre for disease prevention and control) segnala criticità. Anche in Veneto abbiamo casi di positività al rientro“. Con la nuova restrizione quindi, il governatore ha imposto l’obbligo di tampone una volta rientrati in Italia, il quale può essere effettuato direttamente in aeroporto o in uno dei centri tampone del territorio.

21enne in terapia intensiva dopo un viaggio a Barcellona: la situazione in Spagna

La Corte Superiore di Giustizia della Catalogna ha autorizzato nuove restrizioni, impedendo la circolazione delle persone tra l’una e le sei del mattino. La misura era stata proposta dalla Generalitat e giustificata per “l’esito così doloroso di indici epidemiologici che ci mettono tutti in una situazione così disastrosa”.

Dopo sette mesi, la Spagna aveva revocato lo stato di emergenza a inizio maggio, in anticipo rispetto all’Italia, togliendo limitazioni e coprifuoco. I cittadini quindi avevano potuto riprendere gli spostamenti nel proprio Paese. Per l’occasione non erano mancati i festeggiamenti, con molti assembramenti nelle piazze, soprattutto a Madrid e Barcellona, dove tantissimi giovani si erano incontrati per celebrare la fine dello stato d’emergenza.

Complice l’arrivo della bella stagione, gli assembramenti, i raduni e le feste si sono susseguiti anche nelle ultime settimane, comportando una brusca risalita dei contagi, anche a causa della diffusione della variante Delta.

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