Verso Euro 2020, Brolin-Dahlin-Brolin la Svezia è in semifinale

Salvatore Marino

“Brolin-Dahlin-Brolin…. Brilliant”. L’inconfondibile voce squillante è quella di Barry Davies. Lo storico commentatore della BBC in quattro parole e una pausa sta raccontando il gol della Svezia che elimina l’Inghilterra dall’Europeo del ’92. Qualcuno non lo ricorderà. Chi fosse sintonizzato su altre frequenze non può però dimenticare il titolo con cui il The Sun decise di dare il good morning alla nazione al mattino seguente; “Swedes 2 Turnips 1”. Le due parole sono praticamente sinonimo dello stesso ortaggio (la rapa), ma nel sottile gioco di parole del The Sun se gli svedesi sono rape per definizione, come dice la parola stessa, gli inglesi sono rape a tutti gli effetti. Una squadra di rape allenata dalla testa di rapa numero 1; Graham Taylor. Il commissario tecnico reo di aver gestito una squadra in maniera pessima e nella partita decisiva di aver tolto Gary Lineker, l’uomo che tra l’altro aveva segnato il gol decisivo nel pareggio contro l’Irlanda per staccare il pass verso l’Europeo svedese. Quello di Taylor e della sua Nazionale resta oggi come uno dei più grandi fallimenti nella storia del calcio inglese. Quello del The Sun viene considerato ancora oggi come uno dei titoli meglio riusciti nella storia dei tabloid.



La storia però qua non tratta delle britanniche disgrazie. Siamo qua per raccontare una partita scolpita nell’immaginario degli Europei di calcio. Nell’archivio del ’92 pieno di scatoloni sulla favola danese si nasconde anche il file di Svezia-Inghilterra. Una partita che in Uk non hanno dimenticato e che in Svezia non si stancano di ricordare. L’Europeo si giocava in casa e per la prima volta della sua storia la Nazionale che ha dato i colori al Boca Juniors arrivava a giocarsi una semifinale.

I padroni di casa dopo aver vinto la partita d’esordio per 1-0 contro la Danimarca e pareggiato per 1-1 contro la Francia si giocano il passaggio del girone contro l’Inghilterra nel Råsundastadion di Solna. In un mare di ebbri panzoni e croci di San Giorgio spuntano angeliche chiome bionde in angoli reconditi dello stadio. E’ Solna ma pare di giocare a Wembley. La stellina della Svezia si chiama Tomas Brolin. Un giovanotto di 22 anni che gioca in Serie A con la maglia del Parma. Un bambino che appena due anni prima nel mondiale di Italia ’90 ha segnato contro il Brasile nell’ultima partita del girone. Un gol che alleviò la delusione di un Mondiale concluso a 0 punti, consegnando al pubblico la storia di una nuova stella nascente. Chi aveva letto gli astri ci aveva visto giusto. Brolin segna al debutto nella prima sfida contro la Danimarca e sarà solo l’inizio del miglior giocatore dell’Europeo svedese.

BRAZIL V SWEDEN


Brolin non era l’unico a far parte della fitta colonia svedese d’Italia. In quella Svezia gioca Schwarz, centrocampista della Fiorentina, Anders Limpar, meteora della Cremonese, Johnny Ekström, Empoli e poi Reggiana,il compianto Ingesson, che poco dopo vestirà le maglie di Bari, Bologna e Lecce, Jonas Thern, prossimo centrocampista di Napoli e Roma, e Ravelli, portiere con origini Trentine.

I ragazzi della vacanza studio italiana sono i fotogenici stereotipi della classica Nazionale svedese. Bionde chiome sopra dentature da fotografia. Sotto la vita gambe atletiche e piedi non indimenticabili. La Svezia punta sulla parte alta; la testa. L’avvio della partita è dei Three Lions. David Batty, sorprendentemente schierato nel ruolo di terzino sinistro, imbecca alla perfezione Lineker sulla corsa. Il centrocampista pennella un cross delizioso che Platt deve solo spingere dentro, segnando il quarto gol nelle ultime cinque uscite inglesi. L’Inghilterra fiuta la paura degli svedesi e continua a macinare occasioni da gol. Daley, Sinton e Platt hanno in sequenza le chances per chiudere il match. Il doppio fischio arriva sul punteggio di 1-0 salutato dalla fanfara inglese che intona God Save the Queen.

La Svezia ci mette 15’ per ricompattarsi. Con la stessa rapidità e organizzazione in cui assemblerebbero un armadio dell’Ikea, Ingesson e compagni ritrovano le istruzioni. Cultura del lavoro, il team sopra le individualità, l’apertura e il rispetto per i compagni di squadra. Tutto questo mentre nello spogliatoio inglese gli individualismi, in primis quello di Taylor, stavano per compiere la frittata.

Oltre alle belle parole e le pacche sulle spalle nella ripresa entra pure l’espresso di Kallebäcks, alias Johnny Ekström. La freccia svedese dà subito il cambio di passo alla squadra e le croci scandinave prendono il posto di quelle di San Giorgio. La testa si diceva. Quella che al 6’ della ripresa svetta più alta di tutte è quella di Jan Eriksson. Stacco da salto in alto e palla in buca. Stesso schema con cui aveva punito la Francia segnando il gol del pareggio.

L’Inghilterra la testa invece ormai l’ha persa e abbandona ogni logica al minuto 62 quando lo speaker annuncia il cambio Lineker-Smith. La carriera internazionale di uno dei calciatori inglesi più amati termina a mezz’ora dal termine di quella che passerà alla storia come una delle sconfitte più dolorose e vergognose della storia del calcio inglese.

Tomas Brolin of Sweden

La Svezia è impeccabile. La chiave inglese gira alla perfezione, infallibile. Ogni incastro è quello giusto. Il gol della vittoria è un capolavoro di architettura scandinava. Minimalismo e design. La semplicità di un triangolo effettuato con i tempi giusti tra Ingesson e Brolin. La bravura nel ripetere lo stesso movimento senza esitazione tra Brolin e Dahlin. Il gusto estetico nel tocco di destro di Brolin. Un calcio senza slancio, un colpo essenziale ma carico di effetto. Un gol che diventerà un grande classico del campionato Europeo di calcio. Il destro di Brolin e la sua classica esultanza con piroetta sono dentro a tutte le clip della Uefa.

“Fu un gol importante per noi e per il torneo”-ricorda Brolin-“fu importante perché se avessimo battuto l’Inghilterra avremmo fatto il grosso del nostro compito. Qualsiasi risultato avessimo raggiunto dopo sarebbe stato comunque un successo. Al tempo l’unica cosa importante per me era segnare e per la squadra vincere, solo dopo capii quanto importante fosse diventato quel gol, un grande classico della competizione, visto in Tv tantissime volte”.

L’avventura della Svezia terminerà con la sconfitta in semifinale contro la Germania per 3-2. Brolin su rigore segnerà il suo terzo gol nella competizione continentale e la Svezia chiuderà la rassegna di casa con il terzo posto: ancora oggi il miglior risultato di sempre della Nazionale svedese.