Verso la “patente di immunità”

Chi ha sviluppato gli anticorpi contro il virus Sars-Cov2 può infettarsi di nuovo?

E se invece è protetto, per quanto tempo lo è?

Per rispondere a queste domande e fare passi avanti verso la cosiddetta “patente di immunità”, quarantotto laboratori di ricerca italiani hanno deciso di unire le forze in uno studio comune chiamato “Progetto Sierologia Covid-19”.

A fornire i dati per la ricerca sarà un nuovo test sierologico, validato per l’Italia da Istituto europeo di oncologia (Ieo) e Università di Pavia e messo a disposizione di tutti i laboratori.

Il test non richiede investimenti aggiuntivi in macchinari e materiali rispetto alle attuali dotazioni ed ha costi enormemente inferiori rispetto ai test commerciali.

"Diversamente dai test commerciali - dice lo Ieo - il nostro può rilevare vari tipi di anticorpi che caratterizzano l'intero spettro della risposta immunitaria all'infezione virale, con una alta sensibilità, cioè anche quando gli anticorpi sono presenti a livelli bassi” come in chi ha contratto la malattia in forma lieve, “e con un’alta specificità”, ovvero escludendo anticorpi diretti contro altri virus della stessa famiglia di Sars-Cov-2, che causano i comuni raffreddori.

Già oggi è possibile effettuare centinaia di migliaia di test in poco tempo e con costi contenuti in tutta Italia. Lo faranno i 48 laboratori nella speranza di arrivare al più presto alla patente di immunità, tanto importante per la ripresa delle attività sociali, lavorative e di convivenza con il virus.