Vertice con Giorgia Meloni sulle autonomie. La linea è di assicurare l'unità del Paese

Ufficio Stampa / AGI

AGI - Il tema dell'autonomia è per il momento sul tavolo della maggioranza, sul tavolo del governo arriverà solo quando cominceranno a viaggiare, tra i vari provvedimenti, anche il treno del presidenzialismo e il dossier sui poteri di Roma capitale. E soprattutto ci saranno garanzie che con l'autonomia differenziata verrà salvaguardata l'unità nazionale.

Venerdì, dopo la riunione di giovedì tra il ministro per Affari regionali Calderoli e i presidenti di Regione, si è aperto il confronto tra i ministri: il luogo della discussione non è stato palazzo Chigi, ma la Camera dei deputati.

Il presidente del Consiglio Meloni ha incontrato Calderoli, i vicepremier Salvini e Tajani, il ministro dell'Agricoltura Lollobrigida e in collegamento da Bruxelles il responsabile degli Affari europei Fitto. La linea del premier è quella di assicurare l'unità del Paese.

L'autonomia è nel programma di governo ma va fatta - è il refrain - all'interno di una cornice più ampia di riforme, non da sola. È Calderoli a spingere sui tempi: "Siamo il governo del fare, quindi prima facciamo meglio è. L'autonomia è un punto del nostro programma di governo e quindi intendiamo realizzarla".

Quanto alle perplessità delle Regioni del Sud, il ministro spiega: "Quando le richieste sono legittime verranno accolte, quando sono strumentali no". "Non lasceremo indietro nessuno", assicura Lollobrigida. Non c'è alcuna scontro, "si va avanti in un clima di piena condivisione", osserva l'ex capogruppo di FdI alla Camera.

Il percorso è quello "dell'ammodernamento dell'assetto istituzionale" dello Stato in perfetta coerenza "rispetto al programma proposto agli elettori in campagna elettorale", ora è solo l'avvio delle interlocuzioni tra le forze che sostengono l'esecutivo.

Toni pacati anche da parte del ministro delle Infrastrutture Salvini: "L'incontro è andato bene", si è limitato a osservare. La novità che dovrebbe emergere nelle prossime settimane, secondo quanto apprende l'AGI, è che alcuni indirizzi legati al discorso della forma di governo e dei poteri di Roma capitale arriveranno con il collegato alla legge di Bilancio.

Insomma, nessuna fuga in avanti. All'incontro, secondo quanto si apprende, si è parlato soprattutto dell'iter dell'autonomia, non si è entrati in maniera specifica nei dettagli. Nel confronto verrà coinvolto anche il responsabile delle Riforme, Casellati. Quindi una riunione incentrata sul metodo, con il premier che avrebbe sottolineato l'impostazione con la quale si procederà da qui in avanti.

"Abbiamo condiviso e pianificato il percorso da attuare sulle riforme necessarie al rafforzamento e all'ammodernamento dell'assetto istituzionale dello Stato, dal presidenzialismo a Roma Capitale e all'autonomia differenziata", sottolinea Lollobrigida. Sull'autonomia l'obiettivo dell'esecutivo è ascoltare tutte le Regioni e poi tirare le somme, magari anche con audizioni nelle Commissioni parlamentari competenti. I presidenti di Regione del Pd contrari all'autonomia differenziata chiedono di 'azzerarè la bozza Calderoli. "Mentre in passato eravamo soli a fare questa battaglia, oggi vedo che il fronte si è allargato", dice il governatore della Campania De Luca. Fdi e FI, invece, puntano sul confronto: non verrà in alcun modo abbandonato il dossier dell'autonomia ma non ci sarà alcuna accelerazione. Anche il ministro per gli Affari regionali Calderoli ha sottolineato la convergenza "sulla strada" da percorrere. "Verrà messo un paracadute per tutti e nessuno intende sfavorire qualcuno, vogliamo far crescere tutti", l'assicurazione dell'esponente della Lega. Ed ancora: "Sono convinto che dopo 21 anni in cui c'è la previsione che lo Stato definisca i livelli essenziali delle prestazioni, questo governo e questa legislatura arriverà alla definizione di tutti i livelli". Dall'incontro di oggi "emerge che c'è sintonia. Nessuno interpreta questo percorso come la secessione dei ricchi nè tantomeno intende lasciar indietro qualcun altro", rimarca il presidente del Veneto Zaia, "da parte del Veneto c'è piena disponibilità a ragionare sulla legge di attuazione, in maniera costruttiva e propositiva. Dire 'nò a priori all'Autonomia vuol dire disconoscere la Costituzione". "Noi ci muoveremo nell'ambito della Costituzione. Le polemiche che vengono fatte a me appaiono molto strumentali. Gli atricoli della Costituzione che regoleranno l'approvazione di questo provvedimento sono noti a tutti, mi piace sottolineare il 119 dove si parla di equilibrio e coesione ed è evidente che non ci sarà nessun provvedimento che, come viene raccontato, punta a dividere il Paese", la riflessione del ministro Fitto. (AGI)Gil