Vertice Di Maio-Zingaretti: alla ricerca di un’intesa sulle regionali

di maio zingaretti

Lunedì sera Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti si sono visti a cena in un ristorante di Roma. Tra le priorità della discussione vi erano il taglio dei parlamentari, divenuto legge ieri (martedì 8 ottobre), le elezioni regionali in Umbria con una possibile alleanza tra Pd e M5s e le elezioni in Calabria. Anche il tema della legge elettorale è stato un argomento interessante della serata. Non si tratta del primo incontro tra i due leader: infatti, Di Maio e Zingaretti si erano visti anche lo scorso 23 agosto. In quell’occasione il luogo dell’incontro fu la casa dell’ora ministro dello sport Vincenzo Spadafora.

Zingaretti e Di Maio a cena

Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti hanno approfittato di una cena insieme per discutere i temi cruciali per il paese: taglio dei parlamentari, futura legge elettorale, elezioni in Umbria e in Calabria. La cena si è svolta pacificamente, come raccontano alcune fonti ufficiali: “Luigi e Nicola ormai si comportano da alleati: si sentono e si scrivono in chat tutti i giorni”. Tra i due leader sono emersi obbiettivi comuni: “Dobbiamo coordinare la comunicazione”, hanno dichiarato. D’altronde il ministro degli Esteri conosce bene i pericoli della brama di potere, vista l’esperienza nel governo giallo verde. Mentre Zingaretti, inoltre, deve scongiurare il nodo Renzi; per Di Maio il vero problema è il premier Giuseppe Conte. Soltanto un’intesa tra Pd e M5s potrà favorire i lavori in parlamento, soprattutto in vista della prossima manovra.

La legge elettorale

Pd e M5s stanno virando verso un sistema elettorale a doppio turno su base nazionale ma senza collegi: in questo modo potranno garantire la maggioranza di due forze politiche in parlamento. Tuttavia, occorrerà testare sul campo questo metodo e capire se gli elettori delle due forze politiche si possono sommare o possono coabitare. Italia Viva e LeU, invece, premono per un proporzionale. I banchi di prova in Umbria saranno cruciali per misurare la credibilità e il sostegno al nuovo governo Conte. Inoltre, potrebbero portare centrosinistra e M5s a un’alleanza strutturata: “Così Salvini verrebbe relegato sine die all’opposizione e Renzi reso marginale, se non addirittura stritolato”. Ma esiste ancora uno scoglio di fronte a tale percorso: il referendum confermativo sul taglio degli onorevoli. Come spiega Federico Fornaro, il capogruppo di LeU: “Tutto dipenderà però da come si chiude l’accordo sulla legge elettorale. Se l’intesa non piacerà a qualcuno nulla gli impedirà di buttarsi sul referendum”.