Vertice di Malta sui migranti, trovato l’accordo: il video

vertice di malta migranti

A Malta è stato trovato un accordo sulla redistribuzione dei migranti in Europa, la cui bozza sarà presentata ad ottobre al vertice dei ministri degli Interni della Commissione Ue.

Malta, concluso il vertice sui migranti

Nel vertice de La Valletta, tra i ministri degli Interni di Italia, Germania, Francia e Malta, sotto l’egida della Commissione Ue e dalla presidenza finlandese, si è raggiunto un accordo. Prevede alcuni punti necessari per la redistribuzione dei migranti sbarcati in Europa, che avverrà in massimo 4 settimane. Una volta redistribuiti saranno a carico solo del Paese di accoglienza anche per il rimpatrio, non più del Paese di sbarco. Inoltre ci sarà un meccanismo di rotazione volontaria dei porti. La bozza di accordo verrà presentata il 7 e l’8 ottobre al vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea. Riguarderà anche le persone soccorse in mare dalle Ong.

Il ministro Luciana Lamorgese si ritiene soddisfatta: L’Italia ora non è più sola. Ritengo molto importante quello che è avvenuto. È il primo atto, un’intesa, un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea. Ho trovato un clima davvero positivo perché la politica migratoria va fatta insieme agli altri Stati. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva in Italia o a Malta, arriva in Europa”.

Il premier Giuseppe Conte ha ribadito che la politica italiana sull’immigrazione Sarà sempre molto rigorosa. Per contrastare traffici illeciti e immigrazione clandestina, chiarendo che ora il lavoro si concentra su un più efficace meccanismo di rimpatri“. Per il premier l’accordo di Malta sarebbe una “svolta” per l’Italia.

Anche Horst Seehofer, il ministro dell’Interno tedesco, si dice soddisfatto: “Ero moderatamente ottimista, arrivando qui. Ora sono molto soddisfatto. Abbiamo trovato una soluzione per un meccanismo temporaneo di emergenza, un meccanismo che aiuti Malta e l’Italia”.

In conclusione, il commissario europeo per gli Affari interni, Dimitri Avramopoulos: “Chiedo ora a tutti gli Stati membri di unirsi al nostro lavoro per creare un meccanismo di solidarietà più prevedibile e di partecipare agli sforzi di solidarietà”.