Vertice a Palazzo Chigi sul Mes, Salvini attacca Conte

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Il premier Giuseppe Conte ha presieduto questa mattina a palazzo Chigi un vertice sul Mes, il fondo europeo salva Stati. Presenti i ministri Luigi Di Maio, Enzo Amendola, Roberto Gualtieri, Federico D'Incà e Luigi Marattin per Italia viva. Al vertice è presente anche il capo delegazione del Pd Dario Franceschini.  

Ancora la maggioranza non ha raggiunto una "soluzione" sul caso del Fondo salva-stati, Mes, ma si continua "a ragionare", ha detto Marattin al termine del vertice a Palazzo Chigi sul fondo Ue. Oggi c'è stato uno "scambio di opinioni per approfondire" il tema, quindi la riunione è "stata aggiornata perché ognuno aveva degli impegni", riferisce Marattin. C'è stata "una buona discussione sul merito" anche se "è evidente che ci sono ancora valutazioni diverse", spiega rilevando che ci sono " problemi tecnici importanti anche appassionanti su cui la maggioranza sta ragionando bene sul merito, continuiamo a ragionare e troveremo sicuramente una linea comune". "Se ci sono problematiche nel merito si arriva sempre prima o poi una soluzione ovviamente non è stata raggiunta stamattina ma sono sicuro e convinto che ci si arriverà perché in ballo c'è qualcosa di importante". Quanto al prosieguo del confronto, "ci dobbiamo risentire nei prossimi giorni", spiega.  

E arriva intanto l'attacco di Matteo Salvini: il Mes è "un trattato che rischia di far saltare i risparmi degli italiani, è un modo di fare terrorismo, sarebbe un trattato folle, un organismo privato decide di quanto tagliare i fondi delle banche per salvare le banche tedesche", ha detto il leader della Lega a Unomattina. "Non vorrei che Conte, o chi per lui, avesse preso un impegno per salvare la poltrona. Se così fosse sarebbe alto tradimento, che viene punito con il carcere", ha spiegato Salvini, che si è detto "pronto a confronto con Conte". "Abbiamo sempre detto no. Sono pronto a un confronto con Conte su questo, se viene qui fa la figura del bugiardo o dello smemorato, sono pronto quando vuole". 

A difendere la riforma Mes il ministro dell'Economia Gualtieri che, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, nel corso del vertice a Palazzo Chigi non avrebbe mancato di sottolineare quello che lui stesso, e l'intero Pd, considerano un paradosso: trovarsi a difendere e spiegare una riforma attaccata da chi nell'estate scorsa l'aveva negoziata e firmata, nello specifico la Lega, all'epoca forza di governo, e ora sul piede di guerra contro la ratifica del Mes. 

Il clima dell'incontro viene descritto come positivo e costruttivo, seppur le distanze restano, tanto che sarà necessario un nuovo incontro. Il vertice sarebbe stato molto tecnico, con il responsabile dell'economia -testo alla mano- pronto a spiegare e tentare di fugare i dubbi, in particolare quelli sollevati dal M5S e da Leu, in particolare da Stefano Fassina. Passi avanti, secondo le stesse fonti, sarebbero comunque stati fatti: "se prima i dubbi erano 100, adesso sicuramente saranno stati sforbiciati almeno in parte".