##Vertice Ue, nuova bozza Michel: "Grants" 390, "Loans" 360 mld

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Bruxelles, 20 lug. (askanews) - Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, ha presentato oggi a Bruxelles ai capi di Stato e di governo la sua nuova proposta negoziale in vista di un compromesso sul Recovery Plan europeo dopo la crisi del Covid-19 e sul bilancio comunitario pluriennale 2021-2027. Rispetto alle precedenti proposte, della Commissione europea (27 maggio) e dello stesso Michel (10 luglio), nella nuova proposta cambia notevolmente la proporzione fra sovvenzioni a fondo perduto ("grants"), che ammonterebbero a 390 miliardi di euro, e prestiti diretti agli Stati ("loans"), pari a 360 miliardi. Il rapporto diventa quasi paritario (52 a 48). Nella proposte della Commissione e nella precedente bozza negoziale di Michel, invece, il rapporto era 2 a 1 a favore dei "grants" (500 mld) rispetto ai "loans" (250 mld) Con la nuova bozza resta invariato l'ammontare totale del Piano di rilancio (750 miliardi), ma soprattutto viene rafforzato il fondo pi importante, la "Recovery and Resilience Facility", che aumenta il suo "volume di fuoco", con il totale che passa da 560 miliardi (310 di sovvenzioni e 250 di prestiti) della proposta iniziale, a 672,5 miliardi (di cui 312,5 di "grants" e 360 di "loans"). Tuttavia l'aumento di 110 miliardi dei "loans" nel totale del Piano di rilancio (da 250 a 360 miliardi) viene compensato da un taglio di uguale entit dei "grants", negli altri diversi programmi: i fondi di coesione di "React EU" passano da 50 a 47,5 miliardi; i fondi per la ricerca e sviluppo di "Horizon Europe" diminuiscono notevolmente da 13,5 a 5 miliardi; i finanziamenti per le imprese di "Invest EU" sono quasi azzerati, da 30,3 a soli 2,1 miliardi; viene azzerato del tutto il "Solvency Support Instrument" per il quale era prevista inizialmente una dotazione da 26 miliardi, e che doveva servire a sostenere la ricapitalizzazione e la solvibilit delle imprese sane colpite dalla crisi del Covid-19. E non finita: vengono dimezzati i fondi dello "Sviluppo rurale", passando da 15 a 7,5 miliardi; viene ridotto di due terzi, da 30 a 10 miliardi, il "Just Transition Fund", che era stato molto celebrato come strumento per sostenere una "giusta" transizione energetica nelle aree pi dipendenti dalle fonti fossili (fra cui, in Italia, Taranto e il Sulcis); subisce una lieve diminuzione, da 2 a 1,9 miliardi il programma "RescEU" per il soccorso alle aree compite da calamit naturali e sanitarie; infine vengono tagliati drasticamente i fondi Ndici per sostenere l'azione esterna, il vicinato e gli aiuti umanitari, da 15,5 a 3,5 miliardi di euro. (Segue)