Vertice Ue, ripresa ritardata alle 18, si attende bozza Michel

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Bruxelles, 20 lug. (askanews) - Non ancora ripresa, a Bruxelles, la riunione plenaria del vertice, in corso da quattro giorni fra i capi di Stato e di governo dell'Ue, dedicato alla ricerca di un compromesso sul Recovery Plan europeo dopo la crisi del Covid-19 e sul bilancio comunitario pluriennale 2021-2027, nonostante i leader siano ormai tutti presenti nel palazzo del Consiglio europeo. Il riavvio della riunione, inizialmente fissato alle 16, stato posposto prima alle 17 e poco fa alle 18, secondo quanto ha riferito il portavoce del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Le delegazioni degli Stati membri sono impegnate in briefing tecnici, contatti con le capitali e altri incontri fra gruppi ristretti, mentre aspettano il nuovo, e si spera ultimo "negotiation box" di Michel, che dovrebbe essere sul tavolo della plenaria alla riapertura, come base per il compromesso finale. Michel, a sua volta, prima di presentare il "negotiation box", attende il "feedback" dai leader dei paesi con cui ha concordato ieri notte il "punto di caduta" ("landing zone", ndr) dei diversi nodi del negoziato. Lo riferiscono fonti diplomatiche di un paese europeo a Bruxelles. "Se si dovesse raggiungere un accordo sulle cifre dei capitoli principali ('headline', ndr) del bilancio, ci si pu attendere che oggi le discussioni si concentrino poi sulle nuove 'risorse proprie', sull'azione per il clima, sull'immigrazione, sulla difesa, sull'agricoltura e sullo stato di diritto", hanno osservato le fonti. "Lunghe discussioni" si attendono proprio sulle due questioni pi controverse, lo stato di diritto e il clima", hanno concluso le fonti. Nel primo caso, diversi paesi, e in particolare la Francia, puntano ad aumentare ancora, dal 25 al 30 per cento del totale, la quota degli investimenti finanziati dall'Ue che saranno destinati a misure coerenti con la transizione energetica la riduzione della emissioni volte a conseguire l'obiettivo della "neutralit climatica" entro il 2050. Il rispetto dello stato di diritto invece una condizione che Michel proponeva di inserire nelle modalit di "governance" delle allocazioni nazionali del Recovery Fund, nel suo primo "negotiation box", attraverso un meccanismo di valutazione e decisioni sanzionatorie a maggioranza qualificata in Consiglio Ue in caso di "lacune sistematiche e generalizzate". L'opposizione molto dura dell'Ungheria, appoggiata dalla Polonia, ha per portato i negoziatori a "stralciare", sostanzialmente, questo punto dalla discussione generale, per cercare prima l'accordo sull'entit e la composizione (con l'equilibrio fra prestiti e sovvenzioni) del Recovery Fund.