Vertice Ue, Rutte: due condizioni per accordo: "rebate" e riforme

Loc
·3 minuto per la lettura

Bruxelles, 17 lug. (askanews) - Il premier olandese Mark Rutte ha "aggiustato il tiro" oggi a Bruxelles, riguardo alle sue aspettative per il vertice Ue chiamato a negoziare e approvare il nuovo bilancio comunitario pluriennale 2021-2027 (Qfp) e il piano di rilancio post pandemico "Next Generation EU". Le "condizioni" per avere un buon accordo, ha detto il premier olandese, sono due: la prima stabilire a un "livello sufficiente" l'entit dei "rebate", gli sconti sulle contribuzioni nazionali al Qfp di cui godono cinque Stati membri fra i pi ricchi (tra cui l'Olanda); la seconda "un chiaro impegno per le riforme" da parte degli Stati beneficiari dei fondi Ue del Recovery plan, e "la garanzia assoluta che siano realizzate". Rispondendo ad alcuni giornalisti che lo aspettavano all'esterno del Consiglio europeo, all'inizio del vertice, Rutte non ha menzionato, fra le condizioni, la pretesa olandese di sottoporre al voto unanime del Consiglio Ue, perch siano approvati, i piani nazionali di spesa che gli Stati membri dovranno presentare per avere i fondi. Ed apparso anche imbarazzato quando gli stato ricordato che su questa pretesa isolato, uno contro 26, nel vertice europeo. Il premier olandese ha citato invece le altre due richieste pi importanti del suo governo riguardo alle proposte sul tavolo: ridurre l'entit complessiva del "Next Generation EU", 750 miliardi di euro, e cambiare l'equilibrio attuale riducendo quanto pi possibile le sovvenzioni (500 miliardi) e aumentando semmai i prestiti (250 miliardi) agli Stati membri. Tuttavia, Rutte non ha messo queste due questioni fra le condizioni minime per considerare come "un buon risultato" un eventuale compromesso al vertice Ue. "Un buon risultato - ha affermato replicando alle domande dei giornalisti - sarebbe una soluzione in cui i contributori netti al bilancio comunitario avessero una posizione nel nuovo Qfp comparabile a quella che avevamo negli scorsi sette anni, in particolare riguardo ai 'rebate'. Il principio c', ma dobbiamo ancora migliorare la proposta" messa sul tavolo dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "C' ancora margine per farlo". Secondo la proposta Michel, il "rebate" dell'Olanda per il periodo 2021-2027 sarebbe pari a una riduzione di 1,576 miliardi all'anno (11,032 miliardi in sette anni) del contributo nazionale al bilancio Ue. Il "rebate" olandese inferiore solo a quella della Germania (3,671 miliardi all'anno) e molto maggiore di quella degli altri paesi "frugali" (Svezia 798 milioni, Austria 237 milioni, Danimarca 197 milioni). "Secondo punto, cruciale - ha continuato Rutte - che il risultato del vertice garantisca che le riforme abbiano luogo nei paesi che sono ancora indietro a questo riguardo. Se riusciamo a conseguire queste due cose - ha sottolineato - penso che avremo un buon risultato". D'altra parte, il premier olandese ha riaffermato la sua posizione durissima contro la richiesta del collega ungherese Viktor Orban di eliminare il meccanismo che condiziona l'esborso dei fondi Ue a una verifica del rispetto dello stato di diritto nel paese beneficiario. Nella proposta Michel, il risultato di questa verifica deve essere approvato dalla maggioranza qualificata in Consiglio Ue; Rutte ha detto di essere disposto ad accettare questa come soluzione minima, che "non possibile annacquare ancora di pi". Rutte ha valutato che le probabilit di arrivare a un accordo entro domenica sono "meno del 50%"; ma, ha aggiunto subito dopo, "restiamo speranzosi, non sappiamo". Potrebbe servire, gli stato chiesto, un nuovo vertice fra una settimana? "Questa - ha replicato - una delle domande a cui dobbiamo rispondere; ma possiamo ancora arrivare a un compromesso, possibile". Infine, a chi gli chiedeva se non sia preoccupato dalla possibile reazione dei mercati, in caso di mancato accordo, ha replicato: "Sono preoccupato da molte cose, ma in fin dei conti un compromesso debole non ci porterebbe lontano".