Vescovi cattolici Usa: servono leggi responsabili sulle armi

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Città del Vaticano, 5 ago. (askanews) - "Le cose devono cambiare. Ancora una volta chiediamo una legislazione efficace per evitare che questi inimmaginabili e ripetuti eventi di violenza omicida causati dalle armi da fuoco continuino ad accadere nelle nostre comunità. Come persone di fede continuiamo a pregare per le vittime e per la guarigione in tutte le comunità colpite. Ma azioni concrete sono necessarie per porre fine a queste abominevoli azioni". Questa la dichiarazione diffusa dal presidente dei vescovi statunitensi, cardinale Daniel DiNardo, dopo la strage avvenuta sabato scorso a El Paso, Texas. Una dichiarazione alla quale, poche ore dopo, ha fatto seguito un'altra, questa volta per la sparatoria di Dayton, Ohio: "Le vite perse questo fine settimana ci confrontano con una terribile verità. Non potremo mai più credere che le sparatorie di massa siano un'eccezione isolata. Sono un'epidemia contro la vita che dobbiamo, in giustizia, affrontare. La misericordia e la saggezza di Dio ci obbligano a muoverci verso un'azione preventiva. Incoraggiamo tutti i cattolici ad aumentare la preghiera e il sacrificio per la guarigione e la fine di queste sparatorie. Incoraggiamo i cattolici a pregare e ad alzare la voce per i cambiamenti necessari alla nostra politica e cultura nazionale. Chiediamo a tutti i comitati competenti della Conferenza episcopale degli Stati Uniti di delineare un programma politico e una campagna pastorale per affrontare i modi in cui possiamo aiutare a combattere questa malattia sociale che ha contagiato la nostra nazione. La Conferenza ha a lungo sostenuto leggi responsabili sulle armi e maggiori risorse per affrontare le cause profonde della violenza. Chiediamo inoltre al Presidente e al Congresso di mettere da parte gli interessi politici e di individuare il modo di proteggere meglio la vita innocente".

In Senato, nota l'Osservatore Romano, i repubblicani continuato a bloccare l'approvazione della legge per rafforzare i controlli sui precedenti di chi acquista armi. A tutto vantaggio della potentissima lobby sostenuta da Trump e dalla quale lo stesso presidente ha ricevuto forte sostegno per la sua elezione alla Casa Bianca.