Vestiti da nazisti al Lucca Comics, indaga la Digos

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Uniforme delle SS con svastica al braccio e bandiera nazista in mano: è stato questo l'abbigliamento con cui due ragazzi si sono presentati venerdì sorso nel centro storico di Lucca, sfilando in mezzo alla folla del festival Lucca Comics and Games, come tanti altri cosplayer in maschera. Sulla vicenda la Digos ha aperto un'indagine sui due giovani che, a margine di uno dei numerosi eventi della kermesse del fumetto, hanno posato accanto a un carro armato finto, posizionato per promuovere un videogioco, vestiti da ufficiali nazisti.  

Come mostra un video pubblicato sui social network, i due giovani che indossavano le divise delle SS sono stati contestati dai passanti. "Quella è una bandiera nazista: vergognatevi", grida un uomo nel video di fronte ai due ragazzi che restano impassibili.  

Dalle indagini della Digos, è anche emerso che l'esibizione non faceva parte di quelle previste dal programma del festival. La questura sta valutando se i due ragazzi siano passibili di aver commesso un reato. Il Comune di Lucca e Lucca Crea, che organizza Lucca Comics, hanno diffuso un comunicato in cui "prendono le distanze e condannano il comportamento dei due ragazzi apparsi nel video caricato in rete, offensivo non solo per il festival e tutto il suo pubblico, ma soprattutto per la memoria storica del nostro territorio". 

"L'accaduto non è in alcun modo in relazione con il festival né con le community cosplay né con alcuna rievocazione storica - hanno precisato gli organizzatori - Nessun evento della manifestazione, nessun partner, nessuna attività collaterale è coinvolta in questo gesto dei due ragazzi. Il pubblico presente ha immediatamente condannato il gesto e la security li ha prontamente allontanati dall'area, senza l'intervento delle forze dell'ordine comunque poi allertate". "Sono ormai anni che il festival si basa su cinque pilastri: comunità, scoperta, inclusione, gratitudine e rispetto. Tutto questo non si sposa con gesti che richiamano spettri di intolleranza e barbarie, e non ci appartengono in alcun modo", hanno concluso gli organizzatori e il Comune.