Vetrina Toscana si rinnova: in autunno campagna su turismo

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Image from askanews web site
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Roma, 30 giu. (askanews) - La Toscana del turismo scommette ed investe ancora sull'enogastronomia, ambasciatrice di tanti territori e motivo stesso, più spesso di quanto si possa pensare, della scelta di un viaggio. Così, racconta l'ultimo rapporto sul turismo enogastronomico del 2021, è stato per sette italiani su dieci.

Ma se in passato ad attrarre i turisti era soprattutto l'enogastronomia 'da consumare', quella che si limitava a deliziare il palato, oggi a far da traino è un'enogastronomia più complessa ed evoluta, fatta di esperienze: legata al paesaggio ad esempio (e alla sua salvaguardia, attraverso la sostenibilità dell'attività agricola e di trasformazione) o legata a doppio filo al territorio e alla sue vocazioni culturali. Enogastronomia figlia e madre di un turismo responsabile e sostenibile.

E così anche "Vetrina Toscana", tenuta a battesimo nel 2000, si rinnova. Il progetto di marketing territoriale di "Vetrina Toscana" compie quest'anno ventuno anni ed ha saputo in tutto questo tempo, sotto la regia di Regione e Unioncamere per l'appunto, unire turismo, commercio al dettaglio, cultura e produzione agricola e costruirvi speciali itinerari con una campagna di comunicazione ad hoc. Si tratta di una rete composta da oltre mille ristoranti, 320 botteghe e più di trecento produttori. La commissione europea ha selezionato "Vetrina Toscana" come 'storia di successo'. E al convegno nella limonaia del museo Stibbert, forse tra i meno conosciuti della città ma non per questo meno interessanti, nato dalle collezioni di un eccentrico inglese di origini toscane vissuto nell'Ottocento, c'erano stamani rappresentanti delle categorie, imprenditori ed addetti ai lavori.

Fino ad oggi per entrare a far parte di "Vetrina Toscana" occorreva sottoscrivere un disciplinare: un'impostazione simile a quella dei consorzi di produzione. "L'adesione attraverso la sottoscrizione di un manifesto dei valori che abbiamo elaborato - spiega ancora l'assessore Giani - ne fa prevalere adesso la scelta etica e di identità territoriale".

Il manifesto è infatti un decalogo attraverso cui gli operatori si impegneranno a far capire ai turisti, anche attraverso il cibo, dove sono, un mette nero su bianco l'impegno al rispetto e alla promozione dei territori, della storia culinaria della regione e del suo paesaggio come bene comune da tutelare, al ' non spreco' e alla cucina fatta di stagionalità e tipicità territoriali, una professione di fede nella qualità come valore e nella ricchezza costituita dall'ambiente che ci circonda, dalla cultura, dalla storia e dai prodotti che fanno di ogni territorio un unicum.

D'ora in poi agriturismi, cantine, frantoi e tutte le realtà di produzione che permetteranno 'esperienze' potranno a far parte di "Vetrina Toscana, con un rafforzamento dell'interazione tra comparto agricolo e quello del commercio.

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