Vetro piano, nel 2021 previsto +8,9%

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L’industria della trasformazione del vetro piano ha assorbito bene la crisi del 2020 e sta recuperando rapidamente; nel 2021 si prevede una crescita dell’8,9% rispetto all'anno precedente. La domanda è trainata dalla ripresa degli investimenti nel settore delle costruzioni, mentre il settore dell’arredamento stenta a ripartire. Le forti tensioni sui prezzi delle materie prime e la disponibilità delle stesse potrebbero però rallentare la ripresa e condizionare negativamente la redditività delle aziende nel 2021.

Questo, in sintesi, quanto emerge dalla quarta edizione dell’Ovp - Osservatorio sulla trasformazione del vetro piano, la ricerca di mercato di riferimento sul settore del vetro piano in Italia.

Il mercato del vetro piano in Italia (verso clienti industriali e finali residenti in Italia) vale nel 2020 circa 790 milioni di euro, in lieve contrazione rispetto al 2019 quando raggiungeva gli 838 milioni di euro. Il principale settore d’impiego è l’edilizia (finestre, facciate e partizioni interne), che vale 468 milioni di euro, seguito dall’arredamento, che include anche l’arredo-bagno e i mobili per ufficio con 207 milioni di euro, ed infine dalle altre applicazioni (principalmente: comparto del freddo ed elettrodomestici) con 85 milioni di euro.

Il mercato italiano del vetro - rileva l'analisi - si riprenderà rapidamente dopo la contrazione dovuta al Covid e nel 2021 si prevede una crescita dell’8,9% per un valore di 861 milioni di euro. Il mercato delle applicazioni per edilizia avrà una crescita record del 12,4% grazie alla domanda derivante dalla sostituzione degli infissi nel segmento residenziale (supportato dagli incentivi fiscali), i mercati dell’arredamento e delle altre applicazioni cresceranno del 3%.

Le performance dei trasformatori di vetro piano: il monitoraggio è effettuato sulla base di un campione di 149 aziende di trasformazione del vetro piano. Il fatturato aggregato delle aziende del campione raggiunge i 723 milioni di euro e le aziende del campione coprono circa l’80% del mercato interno.

Nel 2020 - calcola l'Osservatorio - la marginalità commerciale (Ros) scende al 4,2%, ma si riprenderà rapidamente nel 2021 sfiorando il 5%, tuttavia le aziende non riusciranno a tornare rapidamente al valore del 2019 (che era di oltre il 6%) a causa dell’aumento dei costi della materia prima. Il tasso di indebitamento cresce leggermente nel 2020 per poi tornare rapidamente a valori ante-crisi.

Si stima che nel 2021 crescerà leggermente l’indebitamento finanziario a breve in quanto le aziende dovranno finanziare la forte crescita prevista. Tuttavia il profilo di solidità finanziaria, pur peggiorando, non raggiungerà livelli di guardia e il rapporto tra Pfn (posizione finanziaria netta) e Ebitda si manterrà attorno a 2,2.

L’analisi delle performance delle 20 aziende di maggiori dimensioni del settore (top 20), conferma una redditività strutturalmente più elevata per le grandi aziende, che conosceranno una riduzione del Ros e del Roic (ritorno sul capitale investito) nel 2020, ma inferiore a quella media del settore e con rimbalzi più significativi nel 2021. La struttura finanziaria dei Top 20 risentirà in misura minore delle mutate condizioni competitive e le aziende usciranno più rapidamente e meglio dal post-Covid.

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