Vi ricordate del Mes? Ora è la Germania a bloccare la riforma

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(Photo: FRANCISCO SECO EPA)
(Photo: FRANCISCO SECO EPA)

La riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), che tante tensioni di maggioranza ha creato all’epoca del governo Conte 1 e Conte 2, è bloccata. E stavolta l’Italia non c’entra o c’entra molto poco, nel senso che il nostro Parlamento non l’ha ancora ratificata, insieme ad altri Stati europei (pochi, tra cui Irlanda, Finlandia) ma a Bruxelles non vedono un problema “politico”. Il freno maggiore e decisivo - almeno per ora - arriva niente meno che dalla Germania.

La riforma del tanto vituperato Mes è infatti bloccata a Karlsruhe, per un ricorso presentato dai alcuni parlamentari liberali in Corte Costituzionale. Sono parlamentari del partito liberale (Fdp) prossimo alleato di governo del cancelliere socialista Olaf Scholz. Tutte le preoccupazioni del caso sono sul tavolo del ministri finanziari europei, che lunedì prossimo si riuniranno in Eurogruppo a Bruxelles. Ma loro possono solo prendere atto del blocco tedesco. Ed è quindi con un senso di resa che fonti dell’Eurogruppo ammettono che, a questo punto, il fondo di salvaguardia per le banche (cosiddetto ‘backstop’), che sarebbe entrato in vigore con la riforma del Mes a partire da gennaio 2022, non partirà per questa data.

Se si pensa a tutte le pressioni europee sull’Italia, all’epoca in cui prima Matteo Salvini nel governo con il M5s e poi gli stessi pentastellati nel governo col Pd remavano contro la riforma del Mes, non ci si crede. Ora lo stop all’entrata in vigore del fondo di salvaguardia, che dovrebbe servire ad aiutare le banche in crisi, arriva addirittura dalla Germania, da sempre guida delle riforme europee. I parlamentari della Fdp hanno ravvisato modifiche costituzionali nella riforma e per questo hanno presentato ricorso ai giudici di Karlsruhe, quelli che l’anno scorso hanno discettato anche contro la Bce e il ‘quantitative easing’. Fino a quando il ricorso è pendente, Berlino non può dare il suo ok alla riforma.

“È stato fatto un grande lavoro tecnico - dicono fonti dell’Eurogruppo - ma per l’entrata in vigore del backstop previsto nella riforma del Mes serve la ratifica a livello nazionale che è stata fatta in un importante numero di Stati membri ma in altri c’è ancora del lavoro da fare. E sappiamo che in uno Stato membro la questione è legata a un ricorso alla Corte costituzionale che è fuori dal controllo dal governo. Ci avviciniamo alla fine dell’anno e vi è il rischio, essenzialmente, che non saremo in grado di attuare la riforma dal primo gennaio. Non è una questione politica ma tecnica. Nessun governo si è ritirato dai propri impegni politici”, ma in Germania “deve pronunciarsi la Corte costituzionale prima che il Bundestag lo possa ratificare”.

La lastra di marmo che si è abbattuta sulla riforma del Mes peserà sul tavolo dei ministri finanziari lunedì in Eurogruppo e martedì in Ecofin. Se Karlsruhe non sblocca la pratica, servirà a poco una eventuale ratifica da parte del Parlamento italiano entro la fine dell’anno.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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