"Vi spiego perché il consenso informato deve restare anche con l'obbligo vaccinale"

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AGI – “Togliere il consenso informato se si vuole mettere l'obbligo vaccinale? Una sciocchezza perché l'obbligo, così come configurato dalla bozza del governo, non è assoluto ma relativo”. L'avvocato Maurizio Hazan, coautore del volume da poco in libreria ‘Responsabilità rischio e danno in sanità' e tra i massimi esperti in materia, spiega all'AGI perché la tesi sostenuta, tra gli altri, dal medico Andrea Crisanti, non lo convince.

“Qui non stiamo  parlando di un obbligo assoluto, nessuno ti viene a casa a prendere con la forza, come accade in un trattamento sanitario obbligatorio – è il suo ragionamento - . Il fatto che tu venga sanzionato se non ti vaccini significa che sei libero di decidere di non farlo. E, se conservi il diritto di non farlo, vuol dire che devi  essere informato per esercitare questa facoltà di scelta che resta intatta rispetto a come lo era prima dell'obbligo”.

"Con l'obbligo diventa un dissenso informato"

Hazan sostiene che si debba parlare in proposito di un “dissenso informato”  nel senso che “posso scegliere di espormi a una sanzione invece di fare una cosa che non voglio. La sanzione è finalizzata a una libera scelta”. E aggiunge che “anche se molti non lo sanno, e lo stesso Crisanti non lo dice, nel nostro ordinamento esistono delle leggi che prevedono degli indennizzi specifici per i danni avversi da vaccino qualora si dimostri, anche se non è facile, il nesso causa – effetto. E c'è anche la possibilità, oltre che di chiedere un indennizzo, di rivolgersi a un giudice per domandare il risarcimento dei danni, sebbene il margine di soccombenza sia elevato”.  

Un tema nuovo che, secondo il legale, propone la pandemia è informare le persone che hanno questa possibilità di ricevere un indennizzo. “Si potrebbe pensare ad affiggere dei cartelli nei punti vaccinali che comunichino questo aspetto oppure il ministero della Salute potrebbe pensare a darne pubblicità in qualche forma” suggerisce.     
 

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