Via al processo contro un ex guardiano delle SS nel campo di Sachsenhausen

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È cominciato a Brandeburgo sulla Havel, in Germania, il processo contro un ex guardiano delle SS nel campo di concentramento nazista di Sachsenhausen. L'imputato, che ha 100 anni, è accusato di avere contribuito all'eccidio di oltre 3.500 prigionieri tra il 1942 e il 1945.

L'ex guardiano ha fatto sapere attraverso il suo avvocato di non volersi esprimere sulle accuse che gli sono rivolte. Durante il procedimento saranno ascoltati 16 testimoni, tra cui sette sopravvissuti ai campi di concentramento e nove parenti delle vittime.

Per Antoine Grumbach, discendente di una delle vittime del campo di Sachsenhausen, il processo ha un valore simbolico che va al di là del singolo imputato. "Non è solo lui ad essere sotto accusa - dice Grumbach - ma anche tutti gli alti guardiani del campo che si sono comportati in modo inaccettabile e sono stati complici, checché se ne dica".

Il Comitato Internazionale di Auschwitz ha puntato il dito contro la lentezza del sistema giudiziario tedesco. "Questi processi sono il frutto di una giustizia tardiva - dice il vicepresidente Christoph Heubner -. È tardiva anche perché la giustizia tedesca ha trascurato per decenni i processi agli ex nazisti. Non era interessata a perseguire i criminali".

A causa dell'età avanzata l'imputato potrà restare in aula per non più di tre ore al giorno. Il processo dovrebbe durare almeno fino a gennaio.

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