Via libera alla riforma del processo civile

Marvin Ceccato

Via libera alla riforma del processo civile dal vertice di maggioranza sulla giustizia che si è svolto a palazzo Chigi, ma ancora nessun accordo sull'istituto della prescrizione. È quello che è emerso al termine della riunione, alla quale ha partecipato anche il premier Giuseppe Conte.

Il disco verde sul processo civile lo ha confermato lo stesso Guardasigilli, Alfonso Bonafede, parlando con i cronisti: "andrà probabilmente in Consiglio dei ministri già la prossima settimana", ha annunciato. "È una riforma importante che chiedono i cittadini, gli imprenditori, perché è fondamentale per gli investimenti e perché dimezza i tempi del processo", ha aggiunto, auspicando che "presto ci sarà il via libera anche sulla riforma del processo penale. I cittadini non possono piu' aspettare".

Bonafede ha illustrato poi le due proposte sul penale che ha avanzato agli alleati di maggioranza: una "corsia preferenziale per chi è stato assolto in primo grado: se lo richiede, il suo processo avrà una trattazione urgente in appello, per cui durerà solo alcuni mesi". La seconda proposta è quella di un "accesso agevolato a un indennizzo per chi ha subito un processo che ha sforato i termini previsti". Su entrambe le soluzioni "le altre forze di maggioranza hanno chiesto un momento di riflessione" ha concluso Bonafede "per cui ci aggiorneremo".

Il Pd, però, rileva in particolare come non si sia ancora arrivati a una sintesi sul fronte della riforma del processo penale: "Ci sono posizioni diverse. Non ci sono sufficienti garanzie processuali", sottolineano gli esponenti Dem al tavolo. Il Pd, spiegano ancora, è comunque "convinto che bisogna fare di tutto perché le prescrizioni dei processi non si verifichino e che i procedimenti siano rapidi".

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis (Pd), al termine del vertice, ha affermato: "Non abbiamo ancora trovato soluzioni condivise per garantire che i processi siano più rapidi e più giusti, ma con un istituto giuridico per una durata non illimitata dei processi. Ci siamo riaggiornati per proseguire il confronto. Siamo tutti convinti" ha aggiunto "dell'importanza di una riforma per processi più giusti e più rapidi, in cui non si arrivi alla prescrizione, che è una sconfitta per tutti, e dunque siamo impegnati affinché i processi siano ben strutturati perché non si arrivi alla prescrizione, ma anche per una norma di chiusura per evitare processi di durata irragionevole". Lasciando Palazzo Chigi, l'ex presidente del Senato Pietro Grasso (Leu), ha spiegato che "si continuano ad approfondire tutti i temi del processo penale della riforma ordinamentale e dell'elezione dei magistrati del Csm".