Via libera all'estradizione di Julian Assange

Julian Assange
Julian Assange

Dopo tre anni che Julian Assange è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, è arrivato il via libera per l’estradizione negli Stati Uniti.

Julian Assange, via libera all’estradizione negli Stati Uniti

Via libera all’estradizione negli Stati Uniti di Julian Assange, come deciso dal governo inglese, chiamato ad una scelta importante sul futuro del fondatore di WikiLeaks. La decisione è stata firmata dalla ministra degli Interni britannica Priti Patel, chiamata a uno dei provvedimenti più delicati della sua carriera. La notizia è arrivata ad Assange, che da tre anni è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, dopo l’arresto per un mandato di cattura internazionale emesso dagli Stati Uniti, ma senza essere condannato a nessun crimine. I giudici della Westminster Magistrates Court di Londra hanno dato l’ok all’estradizione negli Usa del giornalista, rigettando il ricorso. Julian Assange è stato fermato e messo in custodia dopo sette anni trascorsi nell’ambasciata ecuadoriana in cerca di asilo politico. Il fondatore di WikiLeaks è stato accusato dagli Stati Uniti per aver diffuso documenti riservati sulle forze armate statuinitensi in Iraq e Afghanistan e divulgato informazioni sensibili per la difesa nazionale, cercando di denunciare i crimini commessi dalle forze americane durante la guerra nei due Paesi. Negli Stati Uniti rischia a 175 anni di carcere dopo un processo per il reato di spionaggio.

L’estradizione di Julian Assange

In base all’Extradition Act 2003, il Segretario di Stato deve firmare un ordine di estradizione se non ci sono motivi per vietare l’ordine. Le richieste di estradizione vengono inviate al ministro dell’Interno solo quando un giudice decide che può procedere dopo aver considerato vari aspetti del caso. Il 17 giugno, a seguito dell’esame sia della magistratura che dell’alta corte, è stata ordinata l’estradizione del sig. Julian Assange negli Stati Uniti. Il sig. Assange conserva il normale diritto di ricorso entro 14 giorni. In questo caso, i tribunali del Regno Unito non hanno ritenuto che sarebbe stato un atto oppressivo, ingiusto o un abuso di processo estradare il signor Assange. Né hanno ritenuto che l’estradizione sarebbe incompatibile con i suoi diritti umani, compreso il suo diritto a un processo equo e alla libertà di espressione, e che mentre si trova negli Stati Uniti sarà trattato in modo appropriato, anche in relazione alla sua salute” ha dichiarato un portavoce del Ministero dell’Interno Britannico. Potrebbe esserci la possibilità di un nuovo appello da parte dei legali di Assange, che vuole ingaggiare una nuova battaglia legale nei tribunali. Prima della decisione, centinaia di persone si sono radunate davanti al Ministero dell’Interno britannico per protestare contro l’estradizione. Ha il sostegno di tutte le organizzazioni che si battono per la libertà di espressione.

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