Via a "Più unici che rari" perchè diversità a scuola è bello -2-

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Roma, 10 ott. (askanews) - Ideate e scritte da Sabrina Rondinelli, insegnante e scrittrice, le storie di dieci compagni di terza media - con i loro tratti somatici (come gli occhi di colore diverso oppure l'essere belli) o caratteriali (sentirsi troppo normali o comportarsi da bullo) oppure che convivono con una malattia (come la rara malattia di Fabry, l'asma o, come Olga, la dermatite atopica) - esemplificano le differenze e le unicità di ciascun individuo. Peculiarità che spesso, soprattutto durante l'infanzia e l'adolescenza, fanno sentire i ragazzi esclusi o derisi.

"Ho insegnato nelle scuole pubbliche per vent'anni e ho dovuto affrontare tutti i giorni il difficile compito di creare un clima di inclusione e serenità all'interno del gruppo classe. Non è facile abbattere la paura e i pregiudizi che talvolta i ragazzi hanno nei confronti di chi è diverso da loro," commenta Sabrina Rondinelli. "Leggere queste storie può essere utile per riflettere sul concetto di 'diversità'. Ognuno di noi è diverso dagli altri, ed è proprio la nostra unicità a renderci speciali e insostituibili. Basta non fermarsi alle apparenze, ma al contrario avere il desiderio e la curiosità di conoscere meglio le persone che ci stanno accanto, le quali, spesso, possono riservarci delle belle sorprese", assicura.