Viaggio della Memoria di 400 studenti Lazio a Auschwitz Birkenau

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Oswiecim (Polonia), 25 mar. (askanews) - Un "Viaggio della Memoria" per vedere con i propri occhi l'orrore generato dall'ideologia nazista, un progetto educativo che parte dalla conoscenza di quello che fu il dramma della Shoah perché l'odio più profondo non si ripeta mai più. Sono oltre 400 gli studenti delle terze classi delle scuole secondarie di primo grado, provenienti da 14 Comuni della provincia di Roma, in visita al campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, accompagnati dai loro docenti, dalla presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, dall'assessore alla Scuola Daniela Debach, dallo storico del Museo della Shoah, Amedeo Osti Guerrazzi, dal presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori e dal vice presidente dell'Assemblea, Devid Porrello.

Il Viaggio della Memoria, patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio, si svolge dal 22 al 28 marzo 2019, come parte del progetto "Ora, noi testimoni" organizzato dai Comuni di Arcinazzo Romano, Cerreto Laziale, Ciciliano, Colleferro, Colonna, Gallicano, Gerano, Labico, Olevano Romano (con il centro anziani), Poli, Rocca Santo Stefano, Sambuci, San Cesareo, Zagarolo, insieme all'istituto comprensivo Marco Polo della Borghesiana a Roma. E fa tappa a Vienna, città che per sette anni visse il dramma dell'occupazione nazista; Cracovia, con la visita della città e in particolare del quartiere ebraico, uno dei principali ghetti nazisti creati in Polonia durante l'occupazione tedesca; Wieliczka con la miniera di sale, luogo storico che durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato dalle truppe di occupazione per impianti di produzione bellici; e infine Wadowice, la città natale di Papa Giovanni Paolo II.

Tappa fondamentale del viaggio della memoria è quella ad Oswiecim, il comune a circa 60 km da Cracovia, con la visita al campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, e nel pomeriggio l'incontro con il sindaco e il direttore del Museo di Auschwitz, presso l'auditorium della cittadina, e il dibattito con il presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, l'assessore alla Scuola Daniela Debach, lo storico del Museo della Shoah, Amedeo Osti Guerrazzi.

Una volta varcato il cancello del campo di Auschwitz con la scritta, tristemente famosa, "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi) i 400 studenti dei 14 Comuni della provincia di Roma, accompagnati dai loro docenti, dai dirigenti scolastici, dai sindaci, dai rappresentanti di Consiglio regionale del Lazio, Comunità ebraica di Roma e Fondazione Museo della Shoah, si troveranno davanti agli occhi le tracce di quello che fu "Il male assoluto". I blocchi dove furono rinchiusi gli ebrei e i deportati politici, le camere a gas, i locali con i resti degli effetti personali dei prigionieri. E poi le baracche, il lungo binario della ferrovia che portava i detenuti fin dentro il campo, i resti dei forni crematori bombardati durante la liberazione, avvenuta il 27 gennaio del 1945.

Nel pomeriggio l'incontro con il sindaco, Janusz Chwierut, e il direttore del Museo di Auschwitz, Piotr Cywinski. Al dibattito intervengono: Daniele Leodori, presidente del Consiglio regionale del Lazio, Devid Porrello, vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, Amedeo Osti Guerrazzi, storico della Fondazione Museo della Shoah.

Nel corso dell'incontro verrà trasmessa la testimonianza delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute alla Shoah, che hanno voluto inviare agli studenti in partenza per il Viaggio della Memoria, raccontando cosa fu per due bambine di 4 e 6 anni la reclusione nel campo di Auschwitz e come cambiò la loro vita in quei drammatici anni. Probabilmente scambiate per gemelle, all'arrivo al campo furono selezionate dal dottor Joseph Mengele e questo, come raccontano loro stesse, fu forse la prima circostanza che salvò loro la vita.